Visconti: «Il caldo durerà e la siccità sarà la regola»

13 Agosto 2021

Il climatologo prevede un’attenuazione solo dopo il 20 agosto, ma senza piogge Bianchi (primario 118): «Malori in media con gli altri anni, ma serve attenzione»

L’AQUILA. «L’Aquila diventerà in un prossimo futuro una città siccitosa, dal clima quasi tropicale, con inverni brevi, caratterizzati da scarse precipitazioni ed estati molto calde». Le temperature di questi giorni sarebbero solo la conferma di una tendenza che sarà difficile da invertire, secondo lo scienziato e “padre” del Cetemps, Guido Visconti, che precisa: «Questo caldo ci accompagnerà almeno fino al 25 agosto, quando allenterà di poco la morsa». Intanto, il responsabile del 118, Gino Bianchi, avverte: «È bene fare attenzione anche a Ferragosto, soprattutto in montagna, ma anche al mare».
DURATA ANOMALA. «Ci sono stati anni che hanno fatto registrare anche temperature più alte (fino a 40 gradi) in questa zona», spiega il meteorologo. «L’eccezionalità di questo caldo è nella durata, perché normalmente, dopo la metà di agosto, c’è un’attenuazione delle temperature, che invece quest’anno non è prevista. Già dal 20 agosto comunque le temperature potrebbero diminuire, ma non si prevedono piogge».
SICCITÀ. A preoccupare è soprattutto l’assenza di precipitazioni. «Generalmente il mese più caldo è luglio all’Aquila, mentre ad agosto c’è una maggiore incidenza di pioggia», continua Visconti. «Adesso invece il caldo sembra essersi spostato in avanti. Il sospetto è che il ramo discendente della cella tropicale che porta aria umida dall’equatore si stia spostando verso Nord, la cosiddetta cella di Hadley. Questo determina una persistenza dell’alta pressione. Si tratta di un cambiamento a livello globale, molto grave. L’aria che prima scendeva a latitudini più basse come quella della Sicilia, adesso si sta spostando verso il centro d’Italia», spiega il docente. «Si tratta di una situazione preoccupante. Col tempo le temperature saranno sempre più alte e le estati più siccitose, l’inverno breve e caldo, con assenza delle mezze stagioni. Un clima quasi tropicale, nel senso che cambierà poco nel corso dell’anno».
CENTO ANNI FA. Il cambiamento è stato costante negli ultimi 20/30 anni. «Adesso ce ne accorgiamo perché fa più caldo», dice Visconti. «Il processo è iniziato quasi un secolo fa, da quando si usa la produzione di energia basata sui combustibili fossili, carbone e petrolio in primis». Sono i gas serra, infatti, a contribuire all’aumento delle temperature.
LE SOLUZIONI. Per invertire la rotta, secondo Visconti, bisognerebbe attuare una politica energetica più ragionevole e ridurre al minimo le emissioni. «Bisognerebbe cambiare lo stile di vita, usare meno le automobili, moderare il riscaldamento, risparmiare al massimo energia. Questi gas hanno una vita media in atmosfera molto lunga, di centinaia di anni», precisa. «Perciò, prima che vengano dissipati dovranno passare secoli».
MASSIMA ATTENZIONE. Intanto, anche se per il momento le chiamate al 118 che riguardano malori dovuti alla calura sembrano in media con gli altri anni, il dirigente Gino Bianchi raccomanda: «Stare il più possibile dentro casa, al fresco, non uscire nelle ore più calde, mangiare frutta e verdura e bere molta acqua, non bevande gassate. Il caldo può determinare episodi di collassi, di vasodilatazione, con conseguenti effetti pressori. Più a rischio gli anziani e cardiopatici e chi è affetto da patologia respiratoria. Parola d’ordine: attenzione».