Visite di 15 minuti al cantiere del Teatro L’anteprima del Fai

Giornate d’autunno, accesso per piccoli gruppi coi volontari Riapertura definitiva nel 2023, a 150 anni dall’inaugurazione
L’AQUILA. Nell’ambito delle Giornate d’Autunno del Fai, la delegazione aquilana dell’associazione prevede, per il weekend di oggi e domani, l’apertura al pubblico di una vera gemma dell’architettura civile del capoluogo, il Teatro comunale chiuso dal 2009.
il programma
Grazie alla disponibilità del Comune dell’Aquila, proprietario dell’edificio, e del Segretario Regionale per i Beni Culturali, stazione appaltante del complesso intervento di restauro in corso, aquilani e turisti potranno tornare ad ammirare il Teatro comunale, una piccola anteprima in attesa che ne venga completato il restauro. «Le Giornate Fai d’autunno sono una grande opportunità per la nostra città», commenta l’architetto Maurizio Pasqua, presidente del Fai Delegazione L’Aquila, «e quest’anno consentiranno ai cittadini di tornare ad ammirare, anche se solo per pochi minuti, un luogo caro alla città. Sarà una grande emozione poter rivedere il Teatro comunale dopo 13 anni e voglio personalmente ringraziare il Comune dell’Aquila e il segretariato regionale per la sensibilità dimostrata per un'iniziativa dal grande valore simbolico e psicologico». A fare da ciceroni saranno delegati e volontari della delegazione del Fai dell’Aquila. L’appuntamento è per oggi e domani, dalle 10 alle 18. L’ingresso, gratuito, sarà per gruppi contingentati e la visita durerà circa 15 minuti. A causa delle lavorazioni da ultimare non è possibile garantire la visita alle persone disabili. In caso di particolare affluenza l’ingresso al luogo potrebbe non essere garantito.
la storia del teatro
Il teatro comunale è ubicato nel centro antico della città e prospetta sulla piazza del Teatro, situata a poche centinaia di metri dal cinquecentesco Forte spagnolo. I lavori di costruzione vennero avviati nel 1857 su progetto dell’architetto Luigi Catalani, su un’area espropriata nel 1854, ma a causa dei moti del Risorgimento e della prematura morte di Catalani, avvenuta nel 1867, i lavori non poterono avanzare celermente e proseguirono con il subentro dell’ingegnere Achille Marchi. A seguito della chiusura della Sala Olimpica, già esistente all’interno del convento degli agostiniani, poi sede della prefettura fino al 2009, la costruzione di questo teatro divenne fondamentale per potere esprimere la cultura all’Aquila. La realizzazione del teatro medesimo che, inizialmente avrebbe dovuto essere intitolato a Ferdinando II delle Due Sicilie e poi a Vittorio Emanuele II, si concluse nel 1872 e il monumento venne inaugurato il 14 maggio 1873 e, dal 2007, è intitolato al cantante Nazzareno De Angelis; inoltre, dal 1963, è sede del Teatro Stabile d’Abruzzo, il più importante ente teatrale della regione. Il teatro ha mantenuto la sua organizzazione architettonica originale con una platea a ferro di cavallo e 57 palchetti organizzati su tre livelli più un loggione di coronamento per un totale di 600 posti. Il terremoto del 6 aprile 2009 ha gravemente danneggiato la sua struttura con lesioni in facciata e il crollo del soffitto del foyer e del cornicione anteriore. La supervisione e la direzione dei lavori di restauro sono state curate dal Segretariato Regionale per i Beni culturali e nel 2015 sono stati appaltati il restauro e il consolidamento strutturale alla Conscoop di Forlì. Nel 2021 il gruppo di progettazione, guidato dall’architetto Elisabetta Fabbri, e composto dall’ingegnere Antonello Bottone, dal professor Guido Camata e dai tecnici dell’Usra, hanno consegnato il progetto per l’ultima parte di interventi con la direzione dei lavori a cura dell’architetto Augusto Ciciotti del Segretariato. La riapertura al pubblico, e quindi la conclusione dei lavori, è prevista nel 2023, con l’obiettivo di festeggiare i 150 anni dalla sua inaugurazione, magari con la riproposizione di “un ballo”, così come avvenne il 14 maggio 1873 in occasione della sua inaugurazione.(cr.aq)

