Visite, dibattiti e incontri in cinque siti dimenticati

Progetto promosso dall’associazione “Viviamolaq” con architetti e ingegneri Passeggiate da Santa Maria Paganica a Largo Tunisia e piazza San Marco
L’AQUILA. Residui. Come i luoghi abbandonati della città ferita dal terremoto, come i “vuoti” da recuperare in una nuova prospettiva. Residui è il nome dell’evento culturale promosso dall’associazione Viviamolaq, in collaborazione con l’assessorato alla Cultura. L’iniziativa prevede cinque seminari diffusi nei luoghi abbandonati o poco conosciuti della città: piazza Santa Maria Paganica, Porta Branconio, largo Tunisia, largo Chiassetto del Campanaro, piazza San Marco. In ognuno di questi “vuoti” si svolgerà un incontro con un tecnico, architetto o ingegnere, di caratura nazionale per “recuperare una nuova prospettiva della città”. Ogni incontro si articolerà in tre fasi: dalle 16,30 alle 18 una passeggiata nel centro storico della città, dalle 18,30 alle 19,30 una lecture dell’ospite e dalle 19,30 alle 21 il dibattito con i presenti. Il progetto è stato presentato dall’assessore alla Cultura Sabrina Di Cosimo, dal presidente dell’associazione Viviamolaq Matteo De Marco e dal presidente di Ance Giovani Giordano Equizi. «Si tratta di un evento culturale», ha detto l’assessore Di Cosimo, «che ha incontrato, fin da subito, il mio entusiasmo, sia per la rilevanza nazionale e internazionale che riveste, dato il coinvolgimento di nomi di primissimo piano del mondo dell’architettura e della progettazione, sia per la concreta e importante finalità che si propone. Attraverso questi incontri, angoli, per l’appunto, “Residui” della città saranno infatti al centro di dibattiti partecipati, vivaci e guidati da rilevanti esperti del settore, allo scopo di coniugarne il recupero con l’individuazione di nuove prospettive di fruizione e valorizzazione. Una fucina di idee, insomma, per promuovere un dialogo tra i relatori e la comunità, finalizzato a ripensare in chiave migliorativa gli spazi urbani». L’idea è di creare dibattito, non di tenere lezioni, ha commentato De Marco. «L’obiettivo è una nuova visione, una rilettura dei luoghi». Grande entusiasmo per l’iniziativa anche da parte di Equizi: «Dopo un decennio di scorci divorati dalla tragedia abbiamo voglia di riprenderci cura dei nostri luoghi», ha spiegato. «Abbiamo scoperto quanto i luoghi pubblici, ma anche privati, siano un patrimonio collettivo. Curare i luoghi, gli edifici, le architetture che fanno da scenario alla nostra quotidianità e che di conseguenza influenzano, più o meno consciamente, la nostra percezione dello spazio vivibile, della vita e dell’appartenenza alle comunità è il vero fine del nostro lavoro».
GLI APPUNTAMENTI. Il primo incontro è previsto per giovedì, in piazza Santa Maria Paganica, con l’architetto Giovanni Vaccarini, di Pescara. Giovedì 30 agosto, a Porta Branconio, sarà la volta dell’architetto Simone Gheduzzi, docente di Teoria della ricerca architettonica contemporanea all’Università di Ferrara; giovedì 6 settembre, nel Chiassetto del Campanaro, è in programma l’incontro con l’architetto Marilena Baggio, esperta in architettura del benessere e spazi a verde terapeutico, mentre il 13 settembre Walter Nicolino, architetto torinese, sarà a Largo Tunisia. Ultimo appuntamento il 20 settembre a piazza San Marco con l’ingegnere Maurizio Milan, consulente di Renzo Piano.
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