Vittime delle foibe, l’omaggio della città: «Non dimenticare»

11 Febbraio 2024

E la polizia commemora l’ex questore-eroe Palatucci Giusto tra le nazioni, salvò dal genocidio migliaia di ebrei

L’AQUILA. Nel ventennale della legge che istituisce il Giorno del ricordo, anche all’Aquila sono stati commemorate le vittime delle foibe. Ieri mattina Fabio Pace, responsabile della sede aquilana del Comitato 10 Febbraio, ha aperto la cerimonia del “Giorno del Ricordo”, nella rotonda Martiri delle Foibe, in viale Corrado IV.
Alla commemorazione hanno partecipato il sindaco Pierluigi Biondi, l’assessore alle politiche sociali Manuela Tursini e la consigliera capogruppo dell’Aquila Futura Laura Cococcetta, insieme a diversi cittadini. Pace ha ringraziato inoltre i consiglieri comunali Claudia Pagliariccio e Livio Vittorini «per aver portato un ordine del giorno in consiglio comunale per la promozione di iniziative all’interno delle scuole». Nel suo intervento il sindaco Biondi ha sottolineato: «Siamo qui per ricordare degli italiani troppo spesso dimenticati. Italiani più forti degli italiani, italiani due volte: la prima volta per nascita, la seconda volta per scelta».
«Ricordiamo in questa giornata il martirio delle italiane e degli italiani catturati ingiustamente e gettati barbaramente nelle foibe dai partigiani comunisti al comando del maresciallo Tito», sono state le parole di Roberto Santangelo, vicepresidente vicario del consiglio regionale e presidente del consiglio comunale dell’Aquila.
Ieri mattina, inoltre, nel piazzale prospiciente la questura, si è tenuta la cerimonia di commemorazione dell’ex questore di Fiume, Giovanni Palatucci, morto il 10 febbraio 1945 nel campo di concentramento nazista di Dachau, medaglia d’oro al merito civile e riconosciuto “Giusto tra le Nazioni” per aver salvato dal genocidio migliaia di ebrei. Nel corso della commemorazione, il questore Enrico De Simone, accompagnato dal prefetto dell’Aquila Giancarlo Di Vincenzo e dal vicesindaco Raffaele Daniele, ha deposto una corona al cippo commemorativo collocato nell’aiuola antistante la questura, ricordando le gesta del valoroso funzionario di Polizia che, nonostante la giovane età, «non ha esitato a sacrificare la propria vita in nome degli alti valori di solidarietà, giustizia e libertà». Palatucci, infatti, divenuto questore reggente di Fiume, con la responsabilità dell’Ufficio Stranieri, riuscì a salvare almeno 5.000 persone tra ebrei e italiani. La cerimonia si è conclusa con la benedizione da parte di don Martino.