Vittime sisma, bufera sulle frasi di Bertolaso

Coalizione sociale all’attacco: assurdo sminuire il ruolo prioritario di un memoriale del 6 aprile 2009
L’AQUILA. È stato giusto un paio d’ore in città, ma ancora una volta le sue parole hanno contribuito a dividere la comunità nella quale ha operato con pieni poteri nell’immediato post-terremoto. E dove ieri, grazie al senatore Gaetano Quagliariello (Forza Italia-Idea), ha avuto modo di tornare in cattedra nel corso di un’iniziativa politica tutta targata centrodestra.
Le parole di Guido Bertolaso sul memoriale del sisma («Un monumento alla memoria delle vittime è importante, ma forse non è la priorità. Bisogna prima dare a tutti una casa e la possibilità di futuro»), pronunciate in occasione di un evento intitolato proprio “Il rispetto e la memoria”, hanno scatenato un vespaio di polemiche.
«Parole presuntuose, vili e offensive per la città intera». Le definisce così la Coalizione sociale, rappresentata in consiglio comunale da Carla Cimoroni. «Un incontro», argomenta Cimoroni, «a cui era presente anche il sindaco che non ci risulta si sia dissociato dalle dichiarazioni dell’ex capo della Protezione civile. Che la memoria riguardi solo le vittime e le loro famiglie è quanto di più riduttivo e meschino si possa insinuare per una popolazione che ha sofferto insieme alle famiglie delle vittime la morte e lo spaesamento e che nell’elaborazione di quanto è accaduto può e deve trovare motivo di costruire un futuro migliore per le figlie e i figli di questo territorio».
Del resto, la questione di uno spazio nel quale fare memoria di quanto avvenuto ormai quasi 10 anni fa è un argomento molto sentito in città. E attorno al quale si registrano posizioni e sensibilità diverse. Per questo, dunque, le parole di Bertolaso hanno spaccato la comunità. In sala gli applausi (presenti anche alcuni riciclati del centrosinistra), fuori le polemiche.
«Il memoriale del sisma», dicono dalla Coalizione sociale, «non è un “monumento” alle vittime, ma un luogo in cui chiunque, aquilano ma anche visitatore, possa esercitare il diritto-dovere alla memoria che ha lo scopo di generare dubbi, interrogativi e riflessioni su cosa è stato il prima, il durante e il dopo il 6 aprile per far crescere cittadine e cittadini migliori». Da qui la conclusione: «Contrapporre, dopo 10 anni», la realizzazione del memoriale alla ricostruzione degli edifici per ridimensionarne la priorità è vigliacco, irrispettoso e culturalmente inaccettabile».
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