Voci dei dimenticati «Ricostruire subito altrimenti è la fine»

6 Settembre 2017

Amministratori e residenti ora fanno fronte comune «Servono misure urgenti, l’inverno è ormai alle porte»

CAPITIGNANO. Si chiamava Enrico De Dominicis, zio Rico. Aveva 73 anni. Era “il sindaco” di Ortolano, frazioncina di Campotosto oggi semiabbandonata. È l’unica vittima, nel versante aquilano, di quell’inferno di scosse, neve e frane che il 18 gennaio è sceso sulla terra. Sull’Alto Aterno. Oggi, a quasi otto mesi di distanza, i sindaci con la fascia chiederanno anche per lui, che al suo paese teneva più di ogni altra cosa, che a questi minuscoli agglomerati di case stretti tra le montagne venga assicurato un futuro.
LA BUONA SCUOLA. «Il problema principale è la ricostruzione», afferma Maurizio Pelosi, sindaco di Capitignano. «Abbiamo il 52 per cento di case inagibili, da aggiungere a quelle del 2009. Nei sei comuni del doppio cratere siamo in estrema difficoltà. Chiediamo di poter istruire e gestire le pratiche della ricostruzione leggera, le case B, come si faceva all’Aquila prima degli uffici speciali. Per noi è fondamentale fare presto. Più tempo passa, meno gente rimane. Con le case provvisorie siamo a buon punto: le daremo a 18 famiglie che hanno la casa da demolire. Siamo fieri di inaugurare la nuova scuola dell’infanzia per 25 bambini. Inoltre, le elementari sono ospitate in una struttura sempre agibile dopo tutti i terremoti avuti fino a oggi e dove, come certificato da indagini strumentali di professionisti sulla vulnerabilità sismica, c’è il dato di 0,92, uno dei più alti in assoluto».
FALCONE E BORSELLINO. Il plesso scolastico di Montereale, invece, sarà dedicato ai magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, a 25 anni dalle stragi di Capaci e via D’Amelio. Per l’occasione, lunedì prossimo il sindaco Massimiliano Giorgi ha invitato a presenziare alla cerimonia il vicepresidente del Csm, Giovanni Legnini. «Spazi di manovra, risorse e poteri ai sindaci: queste le nostre richieste», sintetizza Giorgi, che concorda con il collega di Pizzoli Giovannino Anastasio. «I veri problemi può comprenderli e superarli soltanto chi sta sul territorio e ci mette la faccia».
PARTITE IVA, MENO 3. Il vicesindaco di Capitignano, Franco Pucci, sta portando il conto delle attività che stanno mollando. Strette tra crisi e terremoto. «Abbiamo già tre partite Iva in meno», racconta, «e nei paesi piccoli come i nostri sono numeri pesanti. Hanno chiuso una macelleria, un bar e un negozio di alimentari. Si reggevano anche grazie alle cento persone in più che nei mesi estivi stabilmente vivevano qui e facevano la spesa. Le attività si stanno riconvertendo. Per questo chiederemo al presidente di premiare il progetto di sviluppo turistico legato al lago di Campotosto. Non abbiamo avuto crolli importanti, per fortuna, ma rischiamo il crollo dell’economia locale che può essere irreversibile se non s’interviene in tempo».
«NEANCHE LA CHIESA». L’appello, che risale a parecchi mesi fa, della Pro loco di Campotosto, attraverso la presidente Valeria Vertolli, a riaprire almeno una chiesa, è caduto nel vuoto. «Una casetta di legno è disponibile, grazie alla Caritas», spiega Giovanna De Angelis, già vicesindaco e oggi consigliere di minoranza. «Ma bisogna trovare un’area di quaranta metri quadrati per collocarla e nessuno se ne cura. Forse manca la volontà. E poi ci sono le macerie, ancora tutte lì. E le case provvisorie, i Sae, da sistemare. E la liquidazione dei contributi di autonoma sistemazione. Per questo chiediamo un consiglio comunale straordinario. Vogliamo anche la presenza del prefetto e del presidente della Regione». Sottoscrivono la richiesta anche i consiglieri Antonio Di Carlantonio ed Erminia Alimonti.
LA TESSITRICE. Assunta Perilli, tessitrice a mano che ha realizzato, tra le altre cose, il kilt per Carlo d’Inghilterra e la fascia per il sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi, ha la bottega inagibile e aspetta di poter piazzare una casetta di legno per riprendere l’attività. «Ma la stagione, ormai, è andata», commenta amaramente. «Eppure la gente c’è stata: abbiamo avuto il turismo delle macerie come Amatrice. Siamo gente fiera e laboriosa. Le cose che non vanno sono tante e noi certamente non le manderemo a dire».
IL LODO PIETRUCCI. Il consigliere regionale Pd (originario di Cesaproba di Montereale) Pierpaolo Pietrucci rilancia la sua proposta: «Mettere l’area di Campotosto al centro del piano Casa Italia, farne un progetto pilota di un Appennino che resiste alle avversità affidandosi a mani sapienti come quelle di Renzo Piano. Le passerelle non le vuole nessuno, qui si cerca soltanto concretezza».(e.n.)
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