Volano gli stracci all’Avis con l’addio di 6 consiglieri

Finisce in anticipo l’esperienza di Di Cicco alla guida dei volontari del sangue: «Dissapori interni incomprensibili, mi do alla politica e vado alla Lega di Salvini»
AVEZZANO. Volano gli stracci all’Avis, l’associazione dei volontari del sangue: 6 componenti del direttivo su 9 rassegnano le dimissioni dando il via alla decadenza della governance guidata da Simone Di Cicco, eletto a febbraio 2017. Il passo indietro della maggioranza dei consiglieri – Domenico Ciminelli, Augusto Blasetti, Daniela Ranieri, Ubaldo Innocenzi, Raffaele Di Cosimo e Giovanni Pendenza – ha interrotto il percorso del direttivo dell’associazione a metà strada: la scadenza naturale, infatti, era prevista a febbraio 2021. Troppo per le due anime dell’Avis, con da una parte il presidente sfiduciato, Di Cicco, con al fianco i consiglieri Mario Maggi e Lorenzo Fracassi, dall’altra il suo competitor, Ciminelli, appoggiato dalla maggioranza del direttivo. Ora, per il vertice dell’Avis, che nel 2017 ha raggiunto il record di raccolta di sacche del sangue, si profila il rinnovo anticipato.
Di Cicco fa un passo indietro nel campo associativo, rivendica il lavoro fatto, e si dà alla politica. «Le ragioni che stanno alla base di quanto accaduto», afferma Di Cicco, «sono legate a dissapori interni e non hanno nulla a che fare con l’attività dell’associazione, la quale, a onor del vero, nell’ultimo biennio ha vissuto una presenza costante sul territorio accompagnata da un processo di rinnovamento delle componenti. Tanto è stato fatto. Sono onorato di rivendicarlo in ossequio all’impegno profuso da tutte le persone che hanno messo a disposizione il proprio tempo, la propria competenza e passione per la causa, dando prova di spiccato spirito civico». L’ormai ex presidente rivendica le attività svolte, con in testa l’organizzazione del memorial “Di Benedetto” e la campagna di sensibilizzazione che si tradusse nella consegna di circa 20.000 cartoline Avis nelle case degli avezzanesi. «Questo impegno capillare», sottolinea Di Cicco, che non risparmia una stoccatina agli oppositori, «ha prodotto risultati tangibili, visto che il 2017 è stato l’anno record per le donazioni, con ben 1.186 sacche raccolte. Questi risultati rendono poco comprensibile la scelta dei consiglieri dimissionari. Una presa di posizione che lascia l’amaro in bocca e mi spinge a palesare la volontà di non candidarmi per la prossima governance, lasciando spazio a coloro che hanno deciso di dissociarsi dalla decaduta direzione, mostrando così rispetto anche per una scelta che non riesco a condividere nei motivi che l’hanno partorita». Di Cicco, quindi, fa un passo indietro all’Avis e uno avanti verso Salvini. «Non intendo disperdere il patrimonio di esperienze maturate sul campo in 10 anni di terzo settore», conclude, «che voglio investire nel territorio aderendo alla Lega e di impegnarmi nell’interesse della Marsica».
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