«Volontari in montagna per evitare gli incendi»

25 Settembre 2017

Enti e imprenditori favorevoli al recupero di stazzi, rifugi e tratturi  Tra i progetti anche il coinvolgimento di associazioni e attività sportive

SULMONA. Mettere in campo piccole e grandi idee per la realizzazione di un progetto organico che renda più accessibili, fruibili ed economicamente vantaggiose le montagne devastate dagli incendi. Fanno sul serio gli imprenditori, le associazioni di categoria e i Consorzi che si sono riuniti intorno a un tavolo rispondendo alla chiamata della Dmc Terre d’Amore. Si chiama “Territorio resiliente”, il progetto messo su dalla Dmc che mira alla valorizzazione delle montagne del comprensorio Peligno e della Valle Sagittario. «Gli incendi di fine estate ci hanno dato una lezione: le nostre montagne sono parte del territorio non una cosa a sé», sottolinea il presidente della Dmc Fabio Spinosa Pingue, che nell’incontro rappresentava anche Confindustria L’Aquila. «Dobbiamo recuperare una cultura della presenza dell’uomo sulla montagna e l’uomo deve imparare a conoscerla meglio. Ciò servirà per confrontarci con le istituzioni locali per costruire insieme un progetto organico».
«In questo piano bisogna coinvolgere subito la popolazione locale, che conosce la montagna come nessun altro», sottolinea Marco Tirimacco, vicepresidente Ance L’Aquila, «e, sul modello dell’Alto Adige, realizzare un volontariato attivo a tutela della montagna». L’avvocato Vincenzo Margiotta, presidente del Gal Abruzzo Italico, sì è detto pronto a finanziare progetti che favoriscano il recupero di stazzi, rifugi, areali e tratturi, rendendoli più accessibili anche alle persone diversamente abili. Idee e progetti sono arrivati da Giovanni Cirillo, presidente della Scuola per gli edili, che ha posto l’accento sulla sicurezza e sulla prevenzione. Mentre il vicepresidente Confesercenti, Pietro Leonarduzzi, ha puntato l’attenzione sulla realizzazione di percorsi per pratiche sportive come sci alpinismo, trekking e mountain bike. Concezio Gasbarro, presidente Confagricoltura Abruzzo, ha sottolineato che «gli incendi devono essere una lezione per tutti perché le montagne sono parte integrante del territorio e non una cosa a sé». Umberto Margiotta e Franco Volpe hanno evidenziato la necessità di favorire il ritorno dei pastori in montagna «custodi e sentinelle infaticabili e insostituibili». In conclusione Claudio Mariotti ha ricordato come sia indispensabile la valorizzazione della prima fascia montana attraverso la coltivazione di mandorleti, noccioleti e tartufaie che possono portare benefìci sia alla montagna che all’economia locale. Nel corso dell’incontro è stata evidenziata «l’eccessiva burocrazia messa in atto da alcuni enti preposti alla tutela, per rilasciare autorizzazioni anche per le iniziative più semplici. In questo modo si rallentano le attività di valorizzazione della montagna». Motivo che deve spingere a una concertazione tra le riserve naturali, i parchi e tutte le aree protette nei progetti presentati.
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