Vìola i domiciliari e viene assolto

15 Ottobre 2022

Di Marco si è difeso in aula dicendo di esser sceso solo per gettare la spazzatura  

SULMONA. «Non volevo scappare da nessuna parte, sono sceso solo per gettare la spazzatura». È così che si è difeso Ivano Antonio Di Marco, finito in carcere per evasione dopo che i carabinieri lo hanno trovato sotto casa mentre era sottoposto agli arresti domiciliari. Nel corso del processo con rito direttissimo, il giudice Marta Sarnelli lo ha assolto. Come detto, davanti al giudice il siciliano si è giustificato sostenendo che era sceso sotto casa solo per gettare i rifiuti nel contenitore della raccolta differenziata, proprio nel momento in cui si sono trovati a passare di lì i carabinieri. Arrestato per la prima volta nel 2010, per associazione a delinquere di stampo mafioso, Di Marco ha scontato una parte della pena in carcere per poi finire ai domiciliari. Mancavano tre mesi alla fine della pena quando è stato sorpreso e arrestato dai carabinieri. Giovedì si è svolto il processo con rito direttissimo che era stato rinviato subito dopo l’arresto su richiesta del difensore dell’uomo, l’avvocato Maria Grazia Lepore, che in sede di convalida dell’arresto si è avvalso della possibilità di differire il processo chiedendo i termini a difesa. Davanti al giudice il legale ha spiegato che il suo assistito non aveva alcuna intenzione di violare la misura restrittiva ma solo di rispettare, come tutti i cittadini di Sulmona, l’obbligo della raccolta differenziata. Tesi difensiva che ha convinto il giudice tanto da mandare assolto l’imputato. Di Marco rischiava di finire nuovamente in cella anche perché il pubblico ministero ha chiesto la condanna a 18 mesi di carcere. Ora con la sentenza di assoluzione torna agli arresti domiciliari dove resterà per altri tre mesi, fino a conclusione della pena in corso per poi tornare definitivamente in libertà. (c.l.)
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