Zafferano di Navelli in prodotti farmaceutici

Progetto di Comune e Università D’Annunzio: al via la ricerca per l’impiego come antinfiammatorio
NAVELLI. Lo zafferano al centro di una ricerca per valutare i suoi effetti benefici sul trattamento delle malattie infiammatorie. L’iniziativa, voluta dall’Università D’Annunzio di Chieti-Pescara in collaborazione con l’amministrazione comunale di Navelli, ha dalla sua anche l’aver vinto la selezione nell’ambito del dottorato Pon Fse-Fers (2014-20) dal titolo: “Valorizzazione e caratterizzazione biofunzionale dei petali di Crocus Sativus (zafferano) di Navelli e possibile uso nella terapia antinfiammatoria delle malattie croniche intestinali”.
«Il nuovo progetto», ha detto il sindaco di Navelli Paolo Federico, «prevede la lavorazione a scopi terapeutici dei petali dello zafferano del nostro territorio che in questo modo potranno essere utilizzati dall’industria farmaceutica e non essere più considerati degli scarti. L’iniziativa voluta da un gruppo di esperti di alto livello promette, dunque, di dare nuovo impulso alla produzione del prezioso zafferano di Navelli». In particolare, a curare la parte scientifica ci saranno la professoressa Lorenza Speranza, docente di Biologia applicata e specialista in Scienze dell’alimentazione del Dipartimento di Medicina e scienze dell’invecchiamento dell’Università D’Annunzio e del suo gruppo formato dalla dottoressa Sara Franceschelli e dalla dottoressa Federica De Cecco, quest’ultima dottoranda con finanziamento dal progetto. «Crediamo», ha aggiunto il presidente del Consorzio di Tutela delle Zafferano dell’Aquila Dop, Massimiliano D’Innocenzo, «che le caratteristiche del nostro prodotto siano, per alcuni versi, tutte ancora da scoprire. Per questo siamo fiduciosi nella nuova prospettiva aperta del progetto scientifico che potrebbe arrivare a sviluppare un processo ecosostenibile e di potenziale rilevanza industriale attraverso l’ottenimento di nuovi prodotti a uso farmaceutico».
Il progetto SaffronMici si occuperà della caratterizzazione dei petali di zafferano, attualmente materiale di scarto, prodotti ad alto valore aggiunto, da reimpiegare nell’industria farmaceutica, che potranno essere utilizzati nel trattamento delle malattie infiammatorie croniche intestinali. Ciò potrebbe condurre a nuovi ritorni economici, a partire dai sottoprodotti agro-alimentari attraverso la riduzione/valorizzazione dello scarto nella filiera della coltivazione dello zafferano. In tale contesto, il progetto presenta elementi di innovazione.

