Zafferano Dop Un corso per avviare giovani coltivatori

21 Maggio 2019

L’AQUILA. Un corso per avviare giovani imprenditori alla coltivazione dell’oro rosso, lo Zafferano dop dell’Aquila. Il corso è organizzato dall’Agenzia per lo Sviluppo-Azienda speciale della Camera...

L’AQUILA. Un corso per avviare giovani imprenditori alla coltivazione dell’oro rosso, lo Zafferano dop dell’Aquila. Il corso è organizzato dall’Agenzia per lo Sviluppo-Azienda speciale della Camera di Commercio dell’Aquila ed è destinato a chi vuole avviare un nuovo impianto, trasformazione, confezionamento e relativa commercializzazione dello zafferano, in particolare nei Comuni ricadenti nel territorio dello Zafferano dell’Aquila Dop. Il corso, gratuito, è stato presentato dalla direttrice dell'Azienda speciale della Camera di Commercio, Francesca Bocchi, con Giampiero Negrini, docente dell’Istituto agrario, e il presidente del Consorzio di tutela dello zafferano dell’Aquila, Massimiliano D’Innocenzo. Il percorso formativo prevede tre giornate teoriche con inizio il 4 giugno, seguite da un percorso direttamente sul campo dove il docente svelerà i segreti della coltivazione dello zafferano dell’Aquila che, ha detto D’Innocenzo in conferenza stampa, «è il migliore del mondo. Alcuni anni fa furono fatti degli studi approfonditi e la concentrazione di sostanze nel nostro zafferano risulta maggiore rispetto a quello prodotto in ogni alto luogo del pianeta».
«Per questo il disciplinare dello zafferano dell’Aquila è particolarmente rigido», spiega il presidente del Consorzio. Una volta era anche difficile reperire i bulbi. Oggi il Consorzio mette a disposizione una certa quantità di bulbi a prezzo concordato, una sorta di prestito d’onore. I bulbi dopo la fioritura vanno tolti dal campo, puliti, e messi via. E quando verranno reimpiantati a terra non potranno tornare nello stesso terreno prima di 5 anni. Una rotazione lunga che preserva naturalmente il pregiatissimo bulbo da parassiti e funghi. Poi la raccolta nel periodo autunnale deve avvenire all’alba, quando il fiore si è appena aperto. Solo così si preservano gli stimmi che dovranno obbligatoriamente essere essiccati con metodi rigorosamente tradizionali, sulla brace di legno di mandorlo o quercia, mai su legni resinosi». La produzione dello zafferano Dop dell’Aquila prima del terremoto aveva toccato il massimo con 40 chili, per poi precipitare ai soli 14 chili nel 2017, risalendo ai 20 del 2018. Un lavoro che restituisce un prodotto di qualità, che sul mercato è quotato 25 euro al grammo. Come l’oro.(r.p.)
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