L'AQUILA

Zafferano, sfida aperta al Milan: «Violato il brand Made in Italy» 

Dopo il sindaco di Navelli, si schierano il presidente del Consorzio Dop D’Innocenzo e lo chef Zonfa. Nel mirino c’è la collaborazione del club sportivo con un’azienda che lavora la spezia in Uzbekistan

NAVELLI. «Ci dispiace che il brand “Made in Italy” venga utilizzato in modo improprio». Ha destato scalpore la notizia della partnership annunciata dalla società di calcio Ac Milan con un nuovo marchio italiano che fa lavorare in Uzbekistan lo zafferano coltivato in Italia.

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Dopo l’intervento del sindaco di Navelli Paolo Federico, parla il presidente del Consorzio di tutela dello zafferano dell’Aquila Dop, Massimiliano D’Innocenzo, che coordina i 13 comuni dell’Aquilano e i circa 90 produttori della preziosa spezia che nel 2005 ha ricevuto il riconoscimento di denominazione di origine protetta dall’Unione Europea.
Anche lo chef stellato William Zonfa, ambasciatore dell’oro rosso locale nel mondo, si unisce al coro delle proteste: “«Siamo certi di avere un prodotto unico».
il presidente D’INNOCENZO
«Fermo restando che a livello legale e giuridico non si può fare nulla», afferma il presidente del Consorzio D’Innocenzo, «visto che ognuno è libero di coltivare e commercializzare dove vuole, resta l’amarezza per l’uso che si sta facendo del marchio “Made in Italy”. Tra l’altro, non si comprende cosa significhi l’affermazione che l’azienda milanese mette in commercio un prodotto che nasce da bulbi coltivati in Italia e poi lavorati in Uzbekistan. Chi da secoli custodisce l’antica tradizione, sa che i fiori di zafferano vanno raccolti e lavorati in giornata, tramite l’essiccazione. Il nostro è un prodotto certificato, di altissima qualità, e non può essere accostato a prodotti di altri Paesi per cui non esiste un controllo del disciplinare Dop». I circa 90 produttori dello Zafferano dell’Aquila Dop garantiscono un livello di eccellenza, legato anche al clima e al tipo di terreno: nel 2021 ne sono stati prodotti circa 35 chili.
lo chef ZONFA
«Ognuno è libero di adottare le proprie strategie di marketing, ma dispiace che venga violato il Made in Italy per prodotti stranieri, come è accaduto per il Milan calcio». Anche lo chef Zonfa sottolinea che «lo Zafferano dell'Aquila Dop è coltivato e lavorato in un ambiente unico, prodotto in un micro clima peculiare, che consente lo sviluppo di proprietà organolettiche peculiari solo di questo zafferano. Tutta la lavorazione viene fatta a mano, fino al confezionamento. I 13 comuni dell'Aquilano formano una Dop che, attraverso il disciplinare, controlla tutta la filiera di questo prodotto. L’idea che una società importante come il Milan violi la preservazione del Made in Italy, mi sorprende. La cultura delle coltivazioni tipiche e la tradizione delle eccellenze gastronomiche italiane sono un patrimonio inviolabile. Concordo a pieno con il sindaco di Navelli e lo ringrazio per la sua presa di posizione in questa vicenda».
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