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31 luglio

31 Luglio 2026

Oggi, ma nel 2012, a Mestre di Venezia, si spegneva anzitempo l’estro compositivo di Lucio Quarantotto, che verrà ricordato soprattutto quale autore del brano “Con te partirò”, datato 1995, musicato dal concittadino Francesco Sartori ed eternato dall’interpretazione di Andrea Bocelli, che si gettava, a 55 anni, dal balcone dall’appartamento vertente su via Antonio Fradeletto nel quale viveva con l’anziana madre. «Non era la prima volta che l’artista cercasse di farla finita», come riferito dal quotidiano “La Nuova di Venezia e Mestre”, del 2 agosto di quel 2012. «Ad ottobre 2010 aveva dato fuoco al suo letto bruciando delle pagine di libri, ma era stato salvato dalla sorella e dalla figlia», come sottolineato dal “Corriere del Veneto”, del 31 luglio 2012, nell’articolo titolato “Si lancia dal terzo piano. Muore suicida Quarantotto”.

«Da tempo soffriva di depressione», aggiungerà il pezzo della medesima testata veneta pubblicato nell’edizione dell’1 agosto successivo, sotto il titolo “Addio a Quarantotto, paroliere di Bocelli”, a firma di Massimiliano Cortivo. Ed evidenzierà anche un tratto distintivo del personaggio comunque utile per tentare di comprendere almeno un pochino quel volo nel vuoto così definitivo: «Famosissimo e sconosciuto». Perché schivo e poco incline al protagonismo a tutti i costi. Il 12 ottobre 1984, a San Remo, nella cornice del Teatro Ariston, era stato insignito, per la migliore opera prima, del blasonato premio della 11ª rassegna della canzone d’autore alla memoria di Luigi Tenco, ugola d’oro dalla triste e prematura fine avvolta nel mistero nella stanza 219 dell’hotel Savoy della Città dei fiori, il 27 gennaio 1967, a 29 anni.

Quarantotto (nella foto, particolare, sulla copertina del suo 33 giri “L’ultima nuvola sui cieli d’Italia”, del 1990, il terzo inciso in studio, pubblicato dall’etichetta discografica milanese Sugar, di Caterina Caselli), aveva collaborato anche con altri grandi calibri, come Franco Battiato. E aveva pure fatto parte della prestigiosa scuderia di talenti creata nel 1989 da quella conclamata, il 29 gennaio 1966, come “Casco d’oro” quando nel Festival sanremese era giunta seconda con “Nessuno mi può giudicare”. Per il tenore originario di La Sterza Quarantotto aveva dato vita, sempre insieme al sodale Sartori per la base, anche a successi come “Tu ci sei”, “Canto della terra”, “Immenso”. Stava lavorando alla realizzazione di un nuovo album, il quarto, provvisoriamente chiamato “Alla fine di un concerto rock”, come ufficializzato dal “Corriere del Veneto”, nel pezzo di Andrea Priante, del 2 agosto 2012, dal titolo “L’addio di Bocelli al suo poeta”.