Zavarella: il piano di recupero del Liceo Ovidio non si ferma
SULMONA. La diffida presentata dall’Ordine degli architetti della Provincia dell’Aquila non ferma il progetto di ristrutturazione della storica sede del Liceo classico Ovidio avviato dalla giunta...
SULMONA. La diffida presentata dall’Ordine degli architetti della Provincia dell’Aquila non ferma il progetto di ristrutturazione della storica sede del Liceo classico Ovidio avviato dalla giunta Casini dopo 11 anni dalla chiusura dell’immobile. È l’assessore ai Lavori pubblici Salvatore Zavarella a precisarlo, dopo l'arrivo della richiesta formale dei tecnici di bloccare la procedura in atto. La gara per l'appalto integrato andrà avanti, dunque, e scadrà il 21 dicembre. «Il giorno dopo apriremo le buste», annuncia l’amministratore, «gli architetti possono fare quel che credono, ma la cosa non ferma di certo la procedura in atto. Si tratta di una situazione che va avanti da più di dieci anni e che necessita di essere sbloccata. Per questo abbiamo scelto la strada dell'appalto integrato, che ci consente di avviare la gara in tempi più brevi e nel pieno rispetto delle norme vigenti».
La giunta comunale, con delibera numero 2357 del 28 ottobre, ha infatti approvato il capitolato speciale e ha stabilito di «ricorrere all’appalto congiunto della progettazione esecutiva e dell’esecuzione dei lavori di miglioramento sismico dell’edificio sede del Liceo classico Ovidio, di porre a base di gara il progetto definitivo approvato con la delibera, modificato, limitatamente al capitolato e di richiedere agli operatori economici di apportare le necessarie varianti al fine di ottenere le autorizzazioni prescritte e dunque la cantierabilità del progetto».
L’edificio di piazza XX Settembre, chiuso da aprile 2009 a causa del sisma e che negli anni ha reso evidenti segni di degrado, con piante cresciute nelle grondaie e scoli di acqua piovana che hanno eroso le pareti esterne, potrebbe tornare alla vita in meno di due anni alla vita, con gli studenti di nuovo ad animare il centro storico. Una mancanza che si è fatta sentire e di cui hanno patito soprattutto le attività commerciali e di ristorazione che erano nate attorno alla storica scuola. (f.p.)
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