Zte assume col 5G, speranza per L’Aquila

Il presidente Xiao Ming: «Investimenti e possibilità di altra occupazione». Lolli: «Abruzzo sempre più area high tech»
L’AQUILA. Nel cuore dell’Abruzzo si parla la lingua del futuro. È all’Aquila, in quello che fino a qualche decennio fa era l’ex polo elettronico, oggi Tecnopolo d’Abruzzo, che il colosso cinese Zte sta sperimentando la nuova frontiera delle telecomunicazioni, il 5G. Xiao Ming, presidente Zte global sale, non ha voluto svelare alla stampa internazionale che ha partecipato al primo forum dell’azienda, i numeri relativi agli investimenti in Italia, ma si è concentrato sul dato occupazionale: Zte e i suoi partner, Open Fiber e Wind Tre, hanno creato oltre mille posti di lavoro intorno alla rete mobile di quinta generazione. E ha annunciato: «Assumeremo nuovo personale sul territorio, che successivamente potranno essere inviate anche in altri Paesi europei». La tecnologia 5G ha il suo core business all’Aquila, dove è stato inaugurato a febbraio scorso il Centro di ricerca Zte che sta lavorando a pieno ritmo alle prime sperimentazioni. Già dal 2019, approderanno sul mercato i sistemi antisismici; tra tre anni sarà disponibile la tecnologia 5G applicata agli smartphone. Tappe che porteranno sviluppo, occupazione, nuovi posto di lavoro. Anche Open Fiber ha manifestato la volontà di insediarsi in città.
ZTE ASSUME. Le prime assunzioni erano state annunciate da Zte a dicembre dello scorso anno. Una cinquantina le unità altamente specializzate che la multinazionale ha previsto nel piano industriale e che opereranno all’interno del Centro di ricerca e sviluppo del Polo tecnologico d’Abruzzo. L’azienda investe mediamente il 12 % del fatturato in ricerca e sviluppo. «Preferisco non rivelare a quanto ammontano i nostri investimenti in Italia», ha dichiarato Ming, «ma posso affermare che Zte, insieme ai suoi partner, ha creato più di mille posti di lavoro legati al 5G. Lavoriamo con società come Tre e Wind e, in seguito alla fusione delle due aziende, è stato necessario intraprendere un lavoro di rinnovamento e modernizzazione della rete, a cui Zte ha partecipato e che ha comportato importanti investimenti. In Italia c’è la sede generale delle nostre attività in Europa questo significa possibilità di nuovi posti di lavoro. Prevediamo di assumere persone qui, all’Aquila, che potrebbero essere inviate anche in altri Paesi europei».
AREA HIGH-TECH. «Con Zte abbiamo firmato, a luglio scorso, un accordo di collaborazione, che dà il via a una serie di attività tecnologiche altamente innovative», ha spiegato il presidente vicario della Regione, Giovanni Lolli, «il protocollo si concentrerà sull’implementazione del programma 5G, la realizzazione delle smart city a livello regionale e il piano di sviluppo Itc. Un punto di riferimento fondamentale è il Tecnopolo d’Abruzzo, che grazie anche all’azione di attrazione d’investimenti di Alberto Leonardis, sta contribuendo a fare del territorio abruzzese un’area high tech».
PERICOLO TAGLI. «È davvero un paradosso quello che accade all’Aquila. Mentre nuove aziende scelgono il nostro territorio, una delle 5 realtà dove si sta sperimentando il 5G, il governo pentaleghista taglia i fondi». A lanciare l’allarme è la deputata Pd, Stefania Pezzopane, che ha presentato un’interrogazione parlamentare alla presidenza del gruppo Pd alla Camera e al presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte. «Visto che il compito della politica è quello di spendersi per la crescita, chiediamo al governo di riconsiderare il taglio dei fondi alle sperimentazioni del 5G, che finisce col rendere meno moderno e competitivo il Paese, negando le importanti potenzialità prospettate da questa tecnologia, e di revocare una decisione incomprensibile e dannosa per l’Italia. Il mio obiettivo, condiviso con il gruppo parlamentare del Pd è quello di far reinserire tutti i fondi tagliati. Abbiamo raccolto e condiviso il timore che giunge da più aree d’Italia. Si tratta, in particolare, delle zone coinvolte dalle sperimentazioni 5G, tra cui anche L’Aquila, che ormai avevano messo in conto la disponibilità dei fondi previsti dal precedente governo, 95 milioni, per lo sviluppo di servizi innovativi ad alta tecnologia e per la nuova generazione delle telecomunicazioni».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

