Disagio giovanile: ripartire dai giovani e dalle scuole per frenare la violenza

27 Ottobre 2026

Uno stanziamento significativo e diciotto mesi di lavoro sulla fascia 14-35 anni. Al centro l’educazione all’affettività come strumento di prevenzione primaria della violenza. Al liceo Curie di Giulianova è nata la prima Commissione pari opportunità studentesca; progetto di sportello anche al Peano Rosa.

Ragazzi e adulti condividono ogni giorno gli stessi spazi, fisici e digitali, senza riconoscersi come persone portatrici di una storia, di emozioni, di fragilità. L’altro diventa un’etichetta: la ragazza, lo straniero, il professore, il compagno «debole». È da questa constatazione che parte «Ti Ri-conosco», il progetto con cui la Provincia di Teramo si è aggiudicata il bando dell’Unione delle Province italiane «Province X Giovani», unica in Abruzzo insieme a quella dell’Aquila. La formula che ne riassume l’impianto è netta: «Ti vedo ma non ti conosco, e quindi non ti ri-conosco. Se ti ri-conosco non uso violenza».

Un quadro ambivalente

Il territorio conta circa 60 mila giovani tra i 14 e i 35 anni. Gli indicatori occupazionali risultano migliori della media meridionale e la qualità della vita dei ragazzi è complessivamente buona, ma il divario tra capoluogo e centri minori resta marcato: spopolamento delle aree interne, servizi sociali insufficienti, isolamento, carenze di personale nei servizi di salute mentale e di ascolto per adolescenti. A questo si somma la crescita dei reati violenti e di quelli contro minori e donne. La relazione del Garante per l’infanzia e l’adolescenza registra un aumento del 58% in cinque anni della violenza sui minori, un dato definito sottostimato, insieme alla diffusione di violenza di genere, revenge porn e reati legati alla rete. La Provincia è partita da questi dati per comporre un progetto che vede insieme un ampio partenariato.

La rete e gli strumenti

Accanto alla Provincia, capofila, operano la Asl di Teramo, con il supporto tecnico-scientifico su salute mentale e supervisione dei percorsi; i tre istituti alberghieri Crocetti di Giulianova, Zoli di Atri e Di Poppa di Teramo, con Giulianova e Atri come poli pilota; Consorform per metodologia, orientamento, formazione dei peer educator e valutazione; Itaca Ets per l’educativa di strada e il lavoro con i 19-35enni, con attenzione a Neet, giovani donne a rischio di violenza e uso problematico di digitale e sostanze. L’Ufficio scolastico provinciale sovrintende alle iniziative mentre la Consulta degli studenti ha delegato due giovani che partecipano attivamente alle attività.

. La scelta degli alberghieri ha una ragione precisa: la cucina come chiave d’accesso a culture, religioni e usanze diverse, fino alla «Tavola della Pace» del festival conclusivo.
La partecipazione dei ragazzi attraversa tutte le fasi: una cabina di regia territoriale giovani, una rete di peer educator, la produzione di podcast e campagne social, l’istituzione di Commissioni pari opportunità studentesche negli istituti coinvolti.

La scelta dell’ente

Con la riforma delle Province, la delega al sociale è passata alle Regioni. «Con questo progetto recuperiamo, come ente, uno spazio importante in quella fascia del sociale che per anni è stato il cuore delle Province», ha dichiarato il presidente Camillo D’Angelo alla presentazione dello scorso gennaio. A orientare la scelta, ha spiegato, sono stati la cronaca, nazionale e anche locale, e il lavoro quotidiano del Centro antiviolenza provinciale: «L’obiettivo finale è sperimentare e individuare modelli di intervento che possano diventare prassi anche grazie ai riscontri raccolti negli anni dal lavoro con le scuole e con i servizi antiviolenza”.
La Provincia mette a sistema, quindi, un patrimonio già attivo: il Centro antiviolenza, la Casa rifugio, i servizi per uomini maltrattanti, presenti da tempo negli istituti superiori con percorsi su affettività e rispetto. Il salto richiesto è trasformare queste esperienze in un sistema diffuso di prevenzione primaria, con percorsi socio-affettivi e di prosocialità: riconoscere e dare un nome alle emozioni, decostruire stereotipi e linguaggi d’odio, riconoscere le forme di violenza offline e online.

Il caso del Curie e il Peano Rosa

La prima Commissione pari opportunità studentesca è nata al liceo Curie di Giulianova: ha al suo interno una vasta rappresentanza di genere e di appartenenze a culture diverse: il presidente è un giovane diciassettenne Gabriel Deli Lorga. La prima iniziativa organizzata è stato un talk che ha portato in scena un confronto generazionale alla pari tra studenti, docenti, educatori, magistrati, forze dell’Ordine e operatori sociali sul tema «Aggressività giovanile, giudizio o comprensione?». Nel progetto è stato inserito anche il Peano Rosa di Nereto, grazie al Protocollo d’intesa proposto dalla prefetta di Teramo, Beatrice Agata Mariano, in adesione alle direttive del Ministero dell’Interno e in raccordo con l’Osservatorio regionale istituito presso la Prefettura dell’Aquila. Gli studenti saranno affiancati in una riflessione sugli atti intimidatori e sulla violenza politica rivolta agli amministratori locali e sulla delicatezza del loro ruolo.

Intanto da una settimana sono cominciati i laboratori a cura dell’equipe di psicologi selezionati dalla Asl di Teramo.