È allarme smog: i livelli superati a Pescara, Chieti e nel Teramano

Metà regione finisce sotto la cappa delle polveri sottili, colpa dell’inverno che non è ancora arrivato Ecco gli sforamenti registrati dall’Arta: in una centralina pescarese il limite oltrepassato dieci volte
PESCARA. Una cappa di smog causata da un inverno che non arriva. In molte località abruzzesi, negli ultimi giorni, la qualità dell’aria è peggiorata e si sono superati i limiti per la salvaguardia della salute delle persone. I valori hanno fatto registrare concentrazioni medie al di sopra dei limiti di legge per quasi tutti gli inquinanti, soprattutto in alcune zone delle province di Pescara e Chieti. In particolare, è stato significativo l’aumento del particolato PM 10, le cosiddette polveri sottili formate da particelle di diametro inferiore o uguale a 10 microgrammi per metro cubo di aria. La centralina maggiormente interessata dai superamenti del PM 10, il cui limite di legge è di 50 microgrammi per metro cubo d'aria (ug/m3) sulla media giornaliera, è stata quella di via Sacco a Pescara sita, dove si sono registrati 10 sforamenti del limite; restando nel capoluogo adriatico, è andata leggermente meglio all’altezza di via Firenze e del teatro D’Annunzio dove è stato superato il valore limite 5 volte. Valori significativamente alti sono stati rilevati in altre stazioni collocate a Montesilvano, Chieti e Francavilla.
Anche a Teramo, nella centralina di Porta Reale, ci sono stati superamenti e l’aria è stata classificata come “mediocre”. E per quanto attiene il valore di polveri PM 2,5 - il cui limite espresso come media annuale è di 25 microgrammi per metro cubo d’aria - nelle centraline collocate nell’agglomerato Chieti Pescara sono stati registrati valori elevati e tali da far considerare l’aria di questi giorni come “scadente”.
Il territorio regionale prevede tre distinte zone per la misurazione e la classificazione della qualità dell’aria: l’agglomerato costituito dalla conurbazione di Pescara-Chieti, che include i comuni di Chieti, Pescara, Montesilvano, Spoltore, San Giovanni Teatino e Francavilla. Il restante territorio abruzzese è stato suddiviso in due zone denominate rispettivamente: “zona a maggiore pressione antropica”, che comprende i comuni dell’Aquila e Teramo, con una densità di circa 109 abitanti per chilometro quadrato, e zona “a minore pressione antropica” che raggruppa 188 comuni con una densità minore di 33 abitanti per chilometro quadrato. Le centraline fisse per la rilevazione della qualità dell’aria gestite dall’Agenzia regionale per la tutela dell’ambiente sono 16, distribuite in tutta la regione.
L’aumento dei valori limite del particolato sottile è legato alle attuali condizioni metereologiche che vedono stabilità atmosferica e marcata inversione termica, il fenomeno che si verifica quando la temperatura dello strato atmosferico aumenta con la quota, anziché diminuire; e poi ristagno di umidità e venti deboli, che favoriscono l’accumulo di inquinanti al suolo. Queste polveri sottili sono costituite da una miscela di carbonio, fibre, metalli (ferro, rame, piombo, nichel, cadmio), nitrati, solfati, composti organici (idrocarburi, acidi organici), materiale inerte (frammenti di suolo, spore, pollini) e particelle liquide. Tra le cause di emissione attribuibili all'attività dell'uomo vi sono alcune attività industriali (fonderie, cementifici, cantieri edili, miniere), i processi di combustioni relativi al riscaldamento domestico e al traffico autoveicolare (in particolare i motori diesel).
«Il peggioramento della qualità dell’aria», afferma il direttore generale di Arta Abruzzo, Maurizio Dionisio, «rappresenta un problema che in questi giorni accomuna quasi tutte le regioni d’Italia. Sarà esaminato con attenzione dalle Agenzia per la tutela dell’ambiente, per offrire elementi di valutazione ai decisori politici ai quali spetta il compito di adottare i provvedimenti».

