È corsa ai saldi, ma solo per oggi «Negozi, fate orario continuato»

4 Gennaio 2021

L’appello agli esercenti di Confcommercio, Confesercenti e Cna per evitare gli assembramenti Per le associazioni di categoria era però meglio rinviare al 7 gennaio per questioni organizzative 

PESCARA. Partono i saldi, ma solo per oggi. Nell'unico giorno arancione, prima del ritorno al rosso fino al 6 gennaio, e aspettando il giallo che (forse) verrà, scatta la corsa agli acquisti dei consumatori. Ieri, intanto, domenica di struscio per i pescaresi che hanno cominciato a curiosare nelle vetrine del centro. E oltre alla voglia sfrenata di fare shopping nei negozi che oggi riaprono per poche ore tra un lockdown e l’altro, aumenta il rischio di assembramenti dentro e fuori le attività commerciali ormai allo stremo, e in alcuni casi, falcidiate da Covid e cambiamenti cromatici.
ERA MEGLIO IL RINVIO Le associazioni di categoria, Confesercenti, Cna (Confederazione nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa) e Confcommercio, rispettivamente guidate da Gianni Taucci, Carmine Salce e Riccardo Padovano, premono sul governo per accelerare i ristori, contestano l'avvio dei saldi oggi, nell'unico giorno arancione, per questioni organizzative delle singole attività: «Era meglio partire il 7 gennaio e andare avanti per i successivi 60 giorni», attacca Taucci, Confesercenti, «in questa situazione si costringono le imprese a richiamare il personale in cassa integrazione con costi aggiuntivi per i titolari. Non solo. Domani (oggi) la clientela rischia di essere quella dello stesso Comune per via degli spostamenti non sempre consentiti». «Possibile che chi redige i provvedimenti restrittivi non comprenda che la riapertura di un negozio richiede giorni di anticipo per etichettatura e prezzatura?».
PORTATEVI IL PANINO Nel frattempo le associazioni elargiscono consigli alle imprese, la cui «sopravvivenza è legata anche alla loro capacità di rigenerarsi». E dunque, chi può, si «organizzi col panino in negozio e orari continuati anche per evitare il rischio sovraffollamento».
L’ULTIMO MIGLIO L'obiettivo è spalmare su tutti gli orari, fino alla chiusura prevista alle 21, eventuali assalti degli acquirenti nei negozi. Concordi, le associazioni di categoria, nel lanciare l'allarme sul rischio chiusura di molte imprese: «Il 30% rischia di abbassare le serrande» è il coro unanime delle associazioni di categoria.
«Siamo all'ultimo miglio», è il grido di dolore di Salce, Cna, «se nei prossimi mesi non riusciremo a invertire la tendenza, per molte attività sarà la fine». Galleggiano da mesi, senza poter pianificare il futuro. E soprattutto, senza più denaro per affrontare le spese di approvvigionamento della merce da vendere. Taucci: «Quest'anno non tutte le attività sono in grado di garantire la scelta delle taglie dei capi di abbigliamento o delle scarpe, per esempio, perché è, a causa delle restrizioni, sono chiuse anche le aziende produttrici. E per molti esercenti è impensabile disporre di 200mila euro, cito un dato tra tanti, per acquistare scorte da immagazzinare».
RESISTERE L'appello agli esercenti dallo stato d'animo è quello di «resistere». Padovano, Confcommercio, affonda la lama nella piaga: «Non è l’asporto che risolve i problemi di bar e ristoranti. L’asporto serve soltanto a salvare le spese. Questo è un momento drammatico, i negozianti non hanno nemmeno più la forza di manifestare. Hanno perso gli incassi e il lavoro di Pasqua, dei ponti del 25 aprile e del 1° maggio, dell' 8 dicembre e delle feste di Natale, Capodanno e la Befana. Le banche devono tornare ad erogare prestiti, ad essere al fianco dell’imprenditoria. Non servono finanziamenti a pioggia ma occorrono ristori, subito». Rincara la dose, Salce, Cna: «Le attività sono agonizzanti, le più penalizzate sono le categorie legate all'abbigliamento, scarpe e i servizi artigianali. Persino per un idraulico è difficile lavorare, se non in casi urgenti, perché la gente non entrare più nessuno in casa. Le risorse delle imprese si stanno esaurendo, così come la gente non ha più soldi da spendere perché ha perso il lavoro. C'è molta incertezza del futuro, confidiamo nei ristori e nel miglioramento della situazione sanitaria».
COMPRATE SOTTO CASA A Pescara e Montesilvano i comparti di tutti i settori merceologici languono. Peggio va a Montesilvano, territorio che ospita circa 1500 attività di cui 80 nel comparto moda. «Paradossalmente», si scalda Taucci, «la città di Montesilvano non viene vista come un luogo di passeggio per fare shopping come invece accade per Pescara, invece a Montesilvano ci sono parcheggi più comodi e attività storiche tutte da visitare. Accade spesso che i montesilvanesi acquistino a Pescara, le attività storiche resistono perché possono contare su una forte fidelizzazione che arriva dai clienti dei paesi vicini». Malgrado tutto, l'appello di Confesercenti, così come di Confcommercio e Cna alla clientela è «oggi correte nei negozi e acquistate, anche online, ma nel vostro negozio di fiducia o sotto casa». Mentre il suggerimento agli esercenti è: «Fate un salto di responsabilità, rimanete aperti nelle pause pranzo, lavorate a orario continuato».