È morto Cipollone: combattè i nazisti e sopravvisse ai lager

Aveva 97 anni, dal capo dello Stato ebbe la Medaglia d’onore Viveva a Montesilvano, oggi alle 16 i funerali a San Cetteo
PESCARA . Si svolgono oggi alle 16 nella cattedrale di San Cetteo i funerali di Rocco Cipollone, vice brigadiere della Guardia di finanza in congedo e cavaliere della Repubblica, venuto a mancare martedì scorso all’età di 97 anni. Decano delle fiamme gialle abruzzesi, Cipollone si è spento nella casa di riposo di Santa Maria Ausiliatrice di Montesilvano.
Nato nel 1921 a Orsogna, in provincia di Chieti, il vice brigadiere era uno degli ultimi reduci ancora in vita ad aver partecipato alle operazioni militari del Secondo conflitto mondiale, periodo nel quale patì anche l’internamento nei campi di concentramento e di lavoro in Germania.
Quando si arruolò nel corpo della Guardia di finanza nel 1941, un anno dopo l’ingresso dell’Italia in guerra, venne inviato in servizio sul fronte del confine balcanico. Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, fu fatto prigioniero dall’esercito nazista e deportato in Germania. Della sua esperienza ebbe modo di parlare in diverse occasioni, nei convegni e negli incontri nei quali veniva invitato, spesso in occasione della Giornata della memoria che ricorre il 27 gennaio.
In uno di questi, organizzato nella facoltà di Giurisprudenza a Teramo, alla domanda se fosse stato disposto a perdonare chi lo ha tenuto prigioniero, Cipollone rispose: «Sì, gli direi che è tutto dimenticato». Come in questa e altre occasioni egli stesso ebbe modo di ricordare, Cipollone venne inizialmente internato nel campo di concentramento di Dachau, e successivamente trasferito nei campi di lavoro di Reddighausen, nel land dell’Assia, dove fu impiegato nella fabbricazione di armi.
«Furono mesi difficilissimi, si viveva alla giornata: né io né i miei compagni credevamo di riuscire a tornare in Italia», disse il vice brigadiere di quel periodo terribile, «le condizioni igieniche erano pessime, c’erano pidocchi da tutte le parti, chi non resisteva veniva ricoverato al lazzaretto e non tornava più».
Riconquistò la libertà nel marzo del 1945, con l’arrivo delle truppe alleate che gli permisero di tornare in Italia. Una volta reintegrato in Finanza, Cipollone ha svolto servizio in vari reparti delle fiamme gialle fino al dicembre del 1975, anno del suo congedo. Per le azioni compiute durante la guerra, al vice brigadiere sono state conferiti diversi riconoscimenti e benemerenze: tra questi le Tre campagne di guerra, le Tre croci al merito di guerra, il Distintivo d’onore per i patrioti volontari della libertà, le Croci d’argento e d’oro al merito di servizio nella Guardia di finanza e, infine, la prestigiosa Medaglia d’onore quale militare ed ex combattente internato nei campi nazisti, che gli è stata assegnata dal presidente della Repubblica.

