A 96 anni è morta Sereni maestra di scuola e di vita

Per due volte presidente della Circoscrizione 3, ha ricevuto il Ciattè d’oro nel 2017 Oggi la camera ardente, nella sala consiliare del Comune. Il cordoglio della città
PESCARA. Insegnante nella scuola per ben 47 anni ma, soprattutto, maestra di vita e punto di riferimento per tanti ragazzi cresciuti nel quartiere di Villa del Fuoco. All’età di 96 anni si è spenta ieri, nella sua abitazione in zona Tiburtina, Paola Sereni. È stata la prima donna presidente di Circoscrizione, fra l’altro per due volte, e consigliera del quartiere 3. Come riconoscimento delle tante battaglie condotte per i giovani e per Pescara, nel 2017 aveva ricevuto il Ciattè d'Oro.
E nella sala consiliare del Comune in cui ritirò quel premio, oggi sarà allestita la camera ardente. Chi volesse salutarla, potrà farlo dalle 15.30 alle 18.15. Stretta accanto alle figlia Marzia e Mirta, tanta parte della città.
In realtà, Paola Sereni era originaria di Bologna. Con la crisi del ’29 il papà, che aveva in Emilia Romagna una grande falegnameria, perse tutto e decise di trasferirsi con la famiglia in Abruzzo, prima a Spoltore e poi a Pescara, dove all’età di 18 anni Paola cominciò a insegnare. I primi tempi, nei paesini dell'entroterra per poi approdare a Villa del Fuoco. «Vinceva tutti i concorsi», racconta la figlia Mirta. «A Rancitelli inizialmente la scuola era in via Nora. Poi realizzarono quella di via Giardino, dove ha lavorato per tanti anni, e che ha anche occupato. Terminata di costruire, non si riusciva ad aprirla e così un giorno Paola ha preso e ci si è trasferita con tutti i bambini. Questo era mia madre. Una donna combattiva, una persona rara, di grande intelligenza e sensibilità. In grado di andare oltre le apparenze e cogliere l’essenza delle cose e delle persone. Una donna di grande cultura e un’insegnante rivoluzionaria nei metodi, molto amata e rispettata. Non autoritaria, ma autorevole».
Sino ad una decina di anni fa, è stata a capo del Movimento di cooperazione educativa e caporedattrice di Abruzzo nel Mondo. «Sino a tre anni fa», prosegue la figlia, «era ancora in grado di tradurre le versioni di latino senza vocabolario. E poi aveva un amore immenso per la natura».
A ricordarla proprio così sono tutti coloro che l’hanno conosciuta, gli amici, i colleghi e il mondo politico locale. Prima dell’inizio del consiglio comunale di ieri, Marinella Sclocco ha chiesto per lei un minuto di silenzio. «Molte persone entrano ed escono dalle nostre vite», sottolinea, «ma poche lasciano le tracce. Tra queste poche, nella mia vita, c’è Paola Sereni. È stata una maestra anche per me. Giovanissima consigliera mi aiutò a muovere i primi passi prendendomi per mano, come fanno le vere compagne. La ricordo inoltre sempre bellissima oltre che combattente, con un filo di trucco e gli orecchini o la collana che non mancava mai, a cornice della sua grazia naturale». «Insieme all’indimenticabile Plinio Pelagatti e Franca Delle Lenti», dice Maurizio Acerbo, segretario di Rifondazione comunista, «la ricordo sempre impegnata per il riscatto del quartiere, per i diritti dei bambini, la scuola, le politiche sociali, la cultura». E poi fra gli altri, i ricordi di Gianni Melilla; Francesco Pagnanelli che nell’ottobre 2017 da presidente del Consiglio comunale le consegnò il Ciatté d'oro; il senatore Luciano D'Alfonso; l’assessore ed ex sindaco Luigi Albore Mascia. E non in ultimo, anzi, la sua amica Franca Delle Lenti: «Quante battaglie fatte insieme, per la scuola, per il quartiere. Paola, sei stata per me una maestra di vita».

