A Case Troiano la leggenda dei guerrieri

4 Novembre 2015

Spoltore, rievocazione tra storia e tradizione nel Borgo con la “Tavola dei Morti” di Fontevecchia

SPOLTORE. I racconti suggestivi della tradizione del professor Francesco Stoppa, presidente del Cata (centro di Antropologia territoriale degli Abruzzi) della d'Annunzio e del consorzio Tradizioni teatine, hanno accompagnato l’itinerario di oltre cento partecipanti alla “Tavola dei Morti” promossa dall'associazione Fontevecchia nel Borgo Case Troiano, a Spoltore.

Dalla riscoperta del «pozzo dei guerrieri» dove, a novembre, non si poteva attingere acqua, alla visita delle tavole «apparecchiate» per accogliere il passaggio delle anime care, l'evento si è concluso con l'omaggio ai defunti attraverso la condivisione del «grano dei morti» e il ristoro penitenziale, riassaporando i cibi dei nostri nonni, come ceci tostati, fave bollite e patate e chicocce.

«Abbiamo proposto un viaggio indietro nel tempo, per riscoprire usi e costumi che purtroppo sono andati perduti. È il ricordo di persone, fatti e vicende che caratterizzano borghi, contrade e quartieri» ha detto il presidente di Fontevecchia, Luciano Troiano. «Con la “Tavola dei Morti” abbiamo raccontato soprattutto ai più giovani una tradizione importante per la nostra storia, che è il dovere di onorare nel modo più giusto, rispettoso e opportuno quelle persone che hanno fatto parte della nostra vita e che la notte, tra il 1° e il 2 Novembre, come vuole la narrazione, tornano nelle nostre case per un breve attimo. La partecipazione straordinaria del pubblico è stata la migliore risposta».

Il professor Stoppa ha illustrato il significato più autentico dell'iniziativa, con la riscoperta del «pozzo dei guerrieri», sotto quello che oggi è un terrapieno-rotatoria. Tra storia e leggenda, si racconta che dopo una violenta battaglia, oltre 400 anni fa, molti guerrieri furono gettati in quel pozzo e le loro anime rapivano coloro che osavano prendere l'acqua nel mese dedicato ai defunti».