A Città Sant’Angelo un centro d’accoglienza per le vittime di abusi

26 Novembre 2020

Il progetto ha preso vita grazie alla collaborazione tra il Comune e l’associazione Ananke. Il vice sindaco: «Già individuati i locali idonei»

CITTÀ SANT’ANGELO. Una casa di accoglienza per dare ospitalità alle donne vittime di violenza.
E' il progetto pronto a nascere a Città Sant'Angelo, grazie alla collaborazione tra l'Ente e Ananke, l'associazione che opera su tutta la provincia di Pescara per fornire assistenza e aiuto alle donne che subiscono violenza di vario tipo.
Una piaga della società dei giorni nostri, sottolineata ieri nella Giornata nazionale contro la violenza sulle donne, punteggiata quest'anno da tanti appuntamenti sui social e da momenti simbolici, che nel centro angolano hanno visto piazza IV Novembre completamente illuminata di fucsia.
«Ogni anno il numero di ragazze e di signore che si rivolgono sia all'associazione, ma anche allo sportello comunale e alle forze dell'ordine aumenta», spiega il vice sindaco Lucia Travaglini, che sta curando da vicino la realizzazione del progetto. «La pandemia non ha fatto altro che peggiorare una situazione già critica, costringendo le famiglie a vivere a stretto contatto per tutto il giorno. E purtroppo, quando si trova la famiglia con il mostro, il mostro in queste situazioni viene fuori ancora di più».
E' un quadro che fa riflettere, quello che descrive la Travaglini: «Le statistiche nazionali ci dicono che da marzo a oggi c'è stato un incremento del 70 per cento dei casi di violenza sulle donne. Una violenza che non è solo fisica, perché accanto alle botte ci sono anche gli insulti o le umiliazioni. Per chi subisce, denunciare non è facile, ma almeno da questo punto di vista il numero di segnalazioni ci dimostra che coraggio e forza femminile sono in aumento».
E allora ecco l'iniziativa: «Città Sant'Angelo si è proposta per accogliere una struttura dove ospitare chi ne ha bisogno, per un periodo tale da poter riorganizzare la propria vita e lasciarsi alle spalle il male subito. Abbiamo individuato i locali utili a tale iniziativa, adesso si tratta di eseguire i lavori necessari per poterli rendere abitabili e accoglienti».
«Va sottolineato inoltre», prosegue la Travaglini, «come spesso le donne che scappano dal marito o dal compagno violento lo fanno portandosi dietro i figli piccoli. Per questo bisogna poter fornire un ambiente ancor più confortevole».
La casa di accoglienza è stata pensata per cercare di rispondere a tutte le richieste di aiuto che arrivano dall'intera provincia pescarese, la stessa in cui opera l'associazione Ananke: «Da anni collaboriamo, anche grazie a sportelli di ascolto e sostegno psicologico», precisa il vice sindaco angolano. Che sulle tempistiche di realizzazione dice: «L'obiettivo è quello di poterla inaugurare in primavera. E' chiaro che poi serviranno delle risorse per mantenerla, ma già avere un punto di riferimento significherebbe dare una grande mano a tutte le persone che chiedono aiuto».
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