A Civitella 24 sfollati Sott’osservazione la diga

PENNE. L’ultimo evento sismico di domenica continua a tenere gran parte dei territori dell’hinterland vestino con i centri operativi a coordinamento degli interventi di soccorso attivi 24 ore su 24....
PENNE. L’ultimo evento sismico di domenica continua a tenere gran parte dei territori dell’hinterland vestino con i centri operativi a coordinamento degli interventi di soccorso attivi 24 ore su 24.
Tra le gente, di certo, c’è paura ed apprensione, anche se i danni non hanno provocato conseguenze gravi per le persone. Ieri a Penne il sindaco Mario Semproni ha disposto la sospensione delle attività didattiche negli istituti d’istruzione secondaria della città (istituto tecnico Marconi e i licei Luca da Penne e Mario dei Fiori) al solo fine di permettere il completamento delle attività di verifica delle strutture scolastiche, mentre tornano regolarmente in classe gli studenti degli istituti comprensivi Mario Giardini e Paratore.
Il palatenda di contrada Campetto - coordinato da Croce rossa, protezione civile comunale e Soccorso alpino - nella notte tra lunedì e martedì ha ospitato 20 persone e, secondo le indicazioni della protezione civile, è rimasto aperta anche ieri sera. Il convento di Colleromano, già fortemente danneggiato dopo il terremoto del 2009, è stato interdetto in attesa che anche all’interno siano verificati eventuali crolli o cedimenti. Restano monitorate la diga di Penne e l’ala dell’ospedale San Massimo, quest’ultima già colpita dal terremoto aquilano, e dove dopo la scossa di domenica si è staccato un cornicione.
La situazione è migliore a Farindola. «Non ci sono famiglie sfollate, né si registrano danni al patrimonio pubblico e religioso. Sono lievi i danni al patrimonio abitativo privato ma, dopo i controlli dei vigili del fuoco, non è stata emessa nessuna inagibilità. Domani (oggi ndc) scuole regolarmente aperte», rimarca il sindaco di Farindola Ilario Lacchetta.
A Civitella Casanova, dopo le nove famiglie sgomberate tra domenica e lunedì, per un complessivo di 24 persone, ieri si sono valutati altri possibili sgomberi. Fino alle 20, però, non era stata presa nessuna decisione.
Resta chiusa, in quanto gravemente danneggiata, la chiesa della Beata Vergine.
Il Coc (Centro operativo comunale) attivo dal 26 ottobre nella sede municipale provvisoria, ha disposto cinque punti di ritrovo: largo Felsani (Giardinetti); parcheggio davanti al distretto sanitario di base (via Fratelli Granchelli); piazza Ungheria (ingresso del paese); bocciodromo comunale (impianto sportivo San Giovanni); piazzale antistante dal scuola dell'Infanzia (Vestea). Quattro, poi, i pullman dell’ente a disposizione dei cittadini in caso di emergenza.
«Ci sentiamo abbandonati, le nostre richieste di aiuto a Regione e Prefettura non sono state raccolte, solo l’assessore Mazzocca ha prontamente risposto ad un mia sollecitazione», commenta con rammarico il sindaco Marco D’Andrea.
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