A Fratelli d’Italia il candidato presidente

21 Settembre 2018

Il centrodestra trova l’accordo: Piemonte (forse un forzista), Abruzzo (Fdi), Basilicata (un civico di area Forza Italia), Sardegna (Lega)

PESCARA. C’è l’accordo sulle regionali. E c’è l’accordo per un candidato di Fratelli d’Italia in Abruzzo. Il vertice del centrodestra di ieri pomeriggio a Palazzo Grazioli, residenza romana di Silvio Berlusconi, ha definito i criteri per candidature unitarie in Piemonte (forse un forzista), Abruzzo (Fdi), Basilicata (un civico di area Forza Italia), Sardegna (Lega). «Il centrodestra è vincente nel Paese», ha dichiarato una soddisfatta Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia. «L'incontro è stato molto positivo: s'è sancita che andremo assieme alle prossime amministrative».
Dall’Abruzzo gli fa eco Guerino Testa, in partenza per Roma dove oggi parteciperà all’Isola Tiberina, con la Meloni, al tradizionale appuntamento con “Atreju”, la festa della destra italiana. «So che è stato un incontro molto positivo. Si è vista una grande collaborazione». Deluso il sindaco forzista di Chieti Umberto Di Primio, dimissionario in vista della candidatura a governatore («o governatore e niente», ha dichiarato nei giorni scorsi). Il sindaco ha ricevuto la notizia durante una giunta comunale e non è parso gradire, anche se aspetterà l’ultimo momento, il 4 ottobre, per decidere se ritirare o meno le dimissioni. Domani ne parlerà a Fiuggi con Silvio Berlusconi e Antonio Tajani durante l’incontro del Ppe dove Di Primio è stato chiamato come relatore per l’Anci.
L’accordo ha fatto impennare la tensione nel governo. E non ha aiutato la dichiarazione finale di Berlusconi: «In un futuro non lontano il centrodestra tornerà al governo». Il Cavaliere si è anche spinto oltre nelle quattro ore di incontro a Palazzo Grazioli, invitando l'alleato leghista a mollare i Cinque stelle per tornare al voto col centrodestra. Ma sul punto Salvini si è mostrato fermo: lo so che al loro interno hanno problemi e non sono sempre affidabili - è stato il ragionamento fatto dal vicepremier - ma con Di Maio il rapporto è ottimo. Ed è una nota della Lega in serata a precisare che sì, il centrodestra correrà «come sempre» unito alle regionali, ma «a livello nazionale resta l'accordo con il M5s, a partire dalla manovra».
La ritrovata unità del centrodestra, dopo la spaccatura sulla Rai che rischiava di far saltare l'intesa per le regionali, è stata messa nero su bianco in una nota al termine del vertice. «Il centrodestra esiste e resiste», le parole del Cavaliere. Che aggiunge una personalissima postilla: «Gli italiani», pronostica al termine del primo vertice di centrodestra dalle elezioni, «usciranno abbastanza presto dall'ubriacatura nei confronti del M5s». A suggellare l'accordo ci sarà la prossima settimana il voto congiunto per eleggere Marcello Foa alla presidenza della Rai ma anche - fanno sapere fonti azzurre - nomi condivisi, di area centrodestra, alla guida delle testate della tv pubblica. Conclusione che soddisfa la Meloni: «Salvini ha chiarito» osserva, «che la Lega è ancorata al centrodestra. Si stanno rendendo conto che è difficile trovare sintesi con M5s». Ma il vicepremier continua a provarci, visti i risultati per la Lega finora molto positivi. E così, mentre a Palazzo Grazioli si perfeziona la nota del centrodestra, Salvini a pochi metri di distanza vede i sottosegretari Massimo Garavaglia, Massimo Bitonci e Claudio Duringon, per scrivere il canovaccio della sua manovra.