A fuoco 5 auto sotto sequestro: incendio nel deposito Di Blasio

L’allarme è scattato intorno alle 6,30. Sul posto due squadre dei vigili del fuoco e i carabinieri Le fiamme sarebbero partite da una Renault Clio prelevata pochi giorni fa a Rancitelli, a Pescara
MONTESILVANO. Ancora auto distrutte dalle fiamme. Ieri il terzo episodio nel giro di poco di un mese fra Pescara e Montesilvano. E anche stavolta, molto probabilmente, c’è la mano di qualcuno. Ad andare a fuoco, tutte vetture sotto sequestro che erano custodite nel deposito della ditta Di Blasio in via Verrotti. L’allarme è scattato attorno alle 6.30. Sul posto, due squadre dei vigili del fuoco, una del distaccamento volontari di Montesilvano e l’altra di Pescara, a lavoro per circa due ore per spegnere il rogo e poi mettere in sicurezza l’area, dove vi erano decine di veicoli. Insieme a loro, i carabinieri della compagnia di Montesilvano, coordinati dal capitano Donato Agostinelli, che si stanno occupando delle indagini. Divorate dal fuoco quattro auto. Altre tre, e un furgone, hanno riportato danni da calore, conseguenze anche per il telone di un semirimorchio. Nel giro di pochi minuti, un inferno. Fra le auto distrutte una Hyundai, che da anni era parcheggiata nel deposito giudiziario, e una Renaul Clio. Quest'ultima, invece, portata lì qualche giorno fa dopo essere stata sequestrata a Rancitelli, a Pescara, a seguito di un controllo da cui era emerso che era priva di assicurazione. Non si esclude, anche se le indagini sono solo all’inizio, che le fiamme siano partite proprio da essa e poi si siano propagate alle vetture vicine, tutte a quanto pare immatricolate parecchi anni fa. Qualcuna era in procinto di essere rottomata. Fra le macchine a fuoco, anche una Mercedes, finita nel deposito dopo essere stata danneggiata in un altro incendio. Si sta cercando di capire se possa trattarsi di una delle auto di lusso, che erano state sequestrate l’8 luglio nell’ambito di un’inchiesta su maxi frode internazionale di macchine, e date alle fiamme a inizio settembre tra via Chiappinello a Montesilvano, e via Le Mainarde a Pescara.
La maggior parte delle vetture presenti nel deposito è priva di targa, per cui si sta tentando di risalire ai proprietari dei mezzi, oppure a chi li aveva in uso, proprio per capire se l’obiettivo fosse qualcuno di loro e, nel caso, perché.
Al momento non viene esclusa alcuna ipotesi, neppure quella accidentale, considerando che alcune di quelle auto sono molto vecchie e inneschi non sono stati trovati. Ma dalla modalità in cui però le fiamme si sono propagate, dopo la pioggia della notte, tutto fa pensare al dolo. Ascoltato sin da subito, il proprietario del deposito ha riferito di non aver discusso con nessuno e di non aver mai subito minacce. Un dispetto? Lo esclude. Se avessero voluto colpire lui, avrebbero distrutto i mezzi più costosi. Elementi utili potrebbero arrivare dalle telecamere interne ed esterne al deposito. In alcune, si vedrebbe una sola fiammata iniziale.

