«A Montesilvano non ci sono regole per le costruzioni»

Parla Di Giampietro, l’architetto esperto di rotatorie: «Standard non rispettati, abusi sotto gli occhi di tutti»
MONTESILVANO. «A Montesilvano ci sono una serie di abusi urbanistici che sono sotto gli occhi di tutti con un’edilizia che degrada la città». È chiara l'accusa che lancia l’architetto montesilvanese, ma residente a Milano Giuseppe Di Giampietro, uno dei maggiori esperti italiani di rotatorie.
Per fare capire quali siano gli abusi e il non rispetto delle regole urbanistiche di cui parla porta un esempio concreto, quello del complesso “il respiro del mare”, un palazzo di sei piani all’angolo tra via Liguria e viale Aldo Moro, proprio di fronte al litorale.
«In questa città», dice l’architetto Di Giampietro, «esistono e vengono applicate norme e regole considerate illegali nel resto d’Italia. In via Liguria è stata costruita una palazzina di sei piani sopra casette bifamiliari e alberghetti a conduzione familiare, con una strada di soli quattro metri di larghezza senza marciapiedi, senza verde pubblico, senza parcheggi pubblici e con un'edificazione pressoché totale del lotto, tanto che i garage sono fronte strade e non c’è nemmeno necessità dei passi carrabili non essendoci i passaggi pedonali. Purtroppo la storia si ripete, come già accaduto in via Marsica, via Romagna, via Roma, via Giovanni XXIII e in via Petrarca».
Storica la battaglia dei residenti di via Marsica che, tutti proprietari di abitazioni con al massimo due piani e il sottotetto, si sono visti costruire proprio di fronte un palazzone con la sola strada, larghi pochi metri, come divisione.
A breve inizierà anche la costruzione di un secondo palazzo che ostruirà ancora di più il passaggio della luce solare verso le case dei residenti.
«A una ricchezza e pregio dell'edilizia privata», sottolinea l’architetto Di Giampietro, «corrisponde la mancanza di un'urbanistica pubblica. La mancanza di standard di verde, parcheggi pubblici, camminamenti ciclopedonali. Case nuove ma senza marciapiedi, senza aree pubbliche. Oltretutto l’intervento approvato dagli uffici tecnici del Comune», prosegue l’esperto di rotatorie, «non rispetta nemmeno le minime norme sugli standard urbanistici, su distanze minime e altezze massime degli edifici delle norme nazionali (L. 1444/1968). Quello che altrove sarebbe illegale a Montesilvano è consentito da norme e usanze locali gestite dai pochi gestori dell'urbanistica locale. Mi chiedo», conclude l’esperto di rotatorie, «come abbia fatto il dirigente dell'Urbanistica a porre la firma su questi progetti».
Al fianco dell’architetto milanese Di Giampietro l'ex consigliere comunale Gabriele Di Stefano, che ricorda gli otto anni di battaglie in consiglio comunale «senza che la problematica interessasse né al centrosinistra che al centrosinistra».
L’architetto Di Giampietro sta predisponendo un piano che verrà sottoposto ai candidati sindaco di Montesilvano per sapere quali siano i loro programmi in materia di urbanistica: tra le richieste, c’è anche la revisione del piano regolatore risalente agli anni Novanta e l'applicazione di un piano di recupero urbano.
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