A Penne 20mila presenze grazie al Giro d’Italia

Un indotto di 300mila euro con la decima tappa che ha toccato anche Farindola E una visibilità in mondovisione: 190 tv e 30 piattaforme online collegate
PENNE. La decima tappa del Giro d’Italia, la Penne-Gualdo Tadino, ha generato un impatto economico e turistico importante per tutta l’area vestina. Aver ospitato la partenza della decima tappa non ha prodotto solamente benefici economici, ma ha anche risvegliato in molti operatori economici locali l’orgoglio e il senso di appartenenza alla propria terra. Penne e Farindola per circa una settimana si sono vestite letteralmente a festa, suscitando l’apprezzamento di turisti e degli stessi abitanti dei due paesi. Sono state oltre 40 le aziende localizzate tra Penne, Farindola e Loreto che hanno collaborato alla realizzazione e alla riuscita di oltre 100 eventi.
Duecento, complessivamente, sono state le persone che hanno lavorato come volontari: dalla Croce rossa alla protezione civile. «Mi piace sottolineare anche la partecipazione dei 30 ragazzi dell’istituto tecnico Marconi di Penne che hanno svolto un tirocinio formativo durante l’organizzazione della decima tappa del Giro d’Italia, proprio perché il loro corso di studi è l’organizzazione dei grandi eventi», sottolinea il direttore di Wolftour, Antonio Stroveglia, che ha curato l’organizzazione degli eventi e della comunicazione per i Comuni dell’area vestina protagonisti della tappa del Giro. «In base alle nostre stime abbiamo calcolato che i pernottamenti nella destinazione turistica siano stati intorno alle 800/1000 persone, considerando che nell’area vestina ci sono posti letto principalmente sulle strutture extra alberghiere (b&b, agriturismi e case vacanze) e pochi su quelle alberghiere, le squadre del Giro hanno soggiornato principalmente sulla costa», spiega ancora il direttore di Wolftour. Dopo la chiusura dell’Hotel dei Vestini sono oramai diversi anni che Penne non può più contare su una struttura alberghiera di grandi dimensioni. L’indotto economico per l’area vestina è stato comunque buono. «C’è stato un indotto stimabile in 250/300 mila euro, con un rapporto di uno a quattro. Ogni euro speso per ospitare la tappa», sottolinea Stroveglia, «ha generato un rientro di quattro euro. Stimiamo complessivamente 20 mila presenze nei 4 giorni del programma aspettando il Giro, con 13 mila presenze solo nel giorno della partenza. Tutto questo ha generato uno spot mondiale per il territorio, nonostante il periodo di bassissima stagione». Penne è andata sul circuito Italia.it, che è il sito istituzionale del turismo in Italia, e forse come non mai l’area vestina ha avuto un riscontro mondiale: ben 190 televisioni e 30 piattaforme online hanno seguito il Giro e la tappa Penne-Gualdo Tadino.

