A Pescara assalto ai distributori. È corsa al prezzo fisso

I gestori rassicurano: «Le scorte ci sono, sconti fino al 30 ottobre»
PESCARA
Corsa al pieno, benzina esaurita in alcune stazioni e file che, in alcuni casi, iniziano già dalle 6.30 del mattino. A Pescara l’effetto del price cap sui carburanti si fa sentire soprattutto davanti alle pompe che hanno aderito alle iniziative di contenimento dei prezzi. I prezzi più convenienti hanno spinto molti automobilisti a cambiare distributore e, in alcuni casi, le scorte non sono bastate a coprire la domanda
«C’è tanta fila, non ce lo aspettavamo», raccontano Patrizia e Antonio D’Alessandro, gestori dell’impianto Eni in Largo Eugenio Sirolli, all’inizio di via Tiburtina, «sono arrivate anche persone che prima si rifornivano in altri impianti. In questi primi giorni di promozione, le file sono iniziate dalle 7 del mattino e in genere vanno avanti fino a sera tardi. Stiamo lavorando molto di più, forse perché le persone temono che l’offerta o il carburante stesso possano finire. Non hanno capito che queste riduzioni andranno avanti per tutto il mese e forse anche di più». La corsa al rifornimento è legata al tetto fissato da Eni sulla rete Enilive, partito il 28 settembre: massimo 1,99 euro al litro per la benzina e 2,19 euro per il gasolio, circa 17 centesimi in meno rispetto ai livelli medi al momento dell’annuncio. La misura resta in vigore inizialmente per 30 giorni, con la possibilità di estenderla fino alla fine dell’anno. «È capitato che le scorte finissero la sera», rilevano Patrizia e Antonio, «e allora via con il panico degli automobilisti. Ma anche questo è un falso allarme, perché la mattina successiva arriva sempre il nuovo scarico».
La scelta di Eni ha innescato un effetto domino. IP (controllata da Socar) ha iniziato ad applicare progressivamente gli stessi livelli di prezzo su una parte della propria rete, Q8 ha fatto partire dal 1° ottobre un price cap di 30 giorni, ma con un meccanismo «modulare» e senza indicare un unico prezzo massimo nazionale, e da ieri anche Tamoil ha annunciato misure per contenere i prezzi. In Abruzzo si è aggiunta anche la scelta di OK Energie, realtà indipendente con 12 impianti nelle province di Pescara, Chieti e Teramo, che ha allineato i prezzi a 1,999 euro per la benzina e 2,199 per il diesel. Il risultato è una forte differenza tra le stazioni che applicano il prezzo calmierato e quelle che non hanno aderito. «Stiamo lavorando molto di più, soprattutto nei primi tre giorni dall’introduzione degli sconti», racconta Loris, dell’Eni station in via Valle Roveto, «tutte le sere mi ritrovo con il carburante terminato e al mattino, con il nuovo scarico, le automobili iniziano a incolonnarsi qua davanti già alle 6.30». «È vero che i prezzi adesso sono più convenienti, basti pensare che in passato in alcune pompe ho visto l’insegna di 2,40 euro al litro», ribatte Gabriele Traini della ditta di distribuzione di carburanti Petrolbitumi. «Però molti non hanno recepito il messaggio. Tutto questo allarmismo è inutile perché le riserve al momento ci sono. Sarà l’Eni eventualmente a dire se ci potrà essere una carenza di materia prima fino a fine anno, circostanza che adesso è da escludere».
La spinta concorrenziale sta spingendo non solo i grandi colossi, ma anche operatori più piccoli a intervenire al ribasso sui prezzi. È il caso dell’azienda a conduzione familiare Sozio di Sambuceto, proprietaria di stazioni di servizio tra Pescara, Spoltore, San Giovanni Teatino e Chieti. «Ci siamo dovuti adeguare per forza anche noi», evidenzia Pasquale Sozio, «altrimenti non avremmo incassato più un centesimo. Ma, a differenza delle multinazionali e delle partecipate statali, il paradosso per noi è che il prezzo di vendita del carburante al cliente è diventato più basso di quello di acquisto. Siamo in sofferenza e ci stiamo anche rimettendo i soldi, considerando che abbiamo delle spese fisse tra personale, manutenzione degli impianti, bollette eccetera». Nessuna emergenza sulle scorte, per ora, ma il corto circuito resta tutto nelle file: meno si paga alla pompa, più automobilisti arrivano a fare rifornimento e più rapidamente le scorte possono finire.


