A Popoli chiude l’ultima edicola, la titolare: «Ho il cuore spezzato»

Il chiosco in piazza Paolini. Dopo 32 anni, Adele Catone, oggi 67enne, abbassa la serranda per sempre. E saluta i clienti con un lungo messaggio: «Vi ringrazio uno per uno, qui dentro ci ho passato la vita»
POPOLI TERME. «Cari clienti, cari amici, con tanta commozione e dispiacere vi scrivo che la “nostra” edicola chiuderà a fine settembre». È il messaggio scritto a mano con una grafia leggibile, accompagnato da un cuoricino e una lacrimuccia, che l’edicolante Adele Catone, 67 anni, ha scritto ai popolesi prima di abbassare per l’ultima volta la serranda della sua attività di piazza Paolini, rilevata 32 anni fa. Un’altra edicola storica che chiude. Una strage infinita che colpisce tutta la regione, e questa volta Popoli Terme, il paese che ha dato i natali a Corradino D’Ascanio (inventore della Vespa e dell’elicottero) e celebre per le sue acque e le terme. «Dopo tanti anni trascorsi insieme», scrive Adele arrivata a Popoli da Buccino (Caserta) nel 1975, «tra un buongiorno, un giornale e una chiacchierata, è arrivato il momento di salutarci». Il momento più duro: «Mi creda, ho il cuore spezzato, dentro questa edicola ci ho passato la vita, dalle 6 del mattino alle 9 di sera, e ci lascio il cuore. Lascio perché voglio dedicarmi a me stessa, alla mia salute e finalmente leggere libri con calma».
I ricordi tornano al periodo dell’emergenza pandemica: «È stato incredibile. Non dimenticherò mai il giorno di Pasqua. Ero qui da sola, immersa in un silenzio irreale e assurdo. Davanti a me la camionetta dei carabinieri, io e loro, soli. Mi veniva da piangere. E poi mi veniva da ridere quando arrivavano i clienti, a spasso con i cagnolini, a comprare i giornali durante il lockdown. E durante il Covid le mamme portavano i bambini che mi facevano i disegni. A un certo punto li ho appesi al chiosco, quei disegni tutti colorati, erano tantissimi. Si vendeva molto, la gente doveva trovare una scusa per uscire di casa e compravano di tutto, anche giochi e libri. Ce li scambiavamo, i libri, e io ne leggevo anche tre al mese, qui dentro. Prima del Covid i bar acquistavano due copie da mettere a disposizione dei clienti. Ora più nulla, ci sono i telefonini e l’intelligenza artificiale. Con le edicole non si guadagna, ma le edicole sono un presidio di cultura che dovrebbe vivere per sempre».
A Popoli ora rimarrà un solo punto vendita, la tabaccheria in via Gramsci. Adele, madre di Alessia, infermiera residente a Pescara e nonna di Manuel, 18 anni, gestiva un negozio di dischi prima di rilevare l’edicola nella piazza principale del paese, 32 anni fa. Davanti a lei sono passati anni di mercati rionali, manifestazioni, turisti di passaggio alle terme «che spero risollevino l'economia del paese».
«Avrei tanto voluto che qualcuno se la prendesse, così non è stato, ora chiudo e basta». «Per me non è stato semplicemente un lavoro», scrive nella letterina ai clienti, «ma un luogo di incontro vitale con voi e il paese» che l’ha accolta 50 anni fa e dove intende restare. «Voglio ringraziarvi tutti, uno per uno, per la fiducia e la fedeltà ricevuta», ed elenca i nomi «di chi mi è stato sempre vicino in questi anni, anche a sistemare i giornali alle 7 del mattino senza che io chiedessi nulla». In particolare «Giovanni, Sandro, Gabriele, Armando, Franca, Emidio, Giuseppe, Ilenia, Floriana. Al mio amico fraterno Paolo Santoro, senza il quale non avrei superato tante difficoltà, un “grazie” speciale. Con affetto, Adele».
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