A rischio i fondi per le scuole: servono progetti entro 8 giorni

La Provincia sotto accusa per i ritardi sui lavori all’istituto superiore che riunisce i licei Mario dei Fiori e Luca da Penne. Previsti interventi anche al Marconi, che da un anno ospita le lezioni nei Must
PENNE. I lavori nelle scuole di Penne rischiano di slittare. E ci sono pochi giorni di tempo per uscire dall’impasse. Talmente pochi che il Partito democratico suona un campanello di allarme e se la prende con le istituzioni, dalla Provincia alla Regione, che non hanno ancora trovato una soluzione.
La questione viene sollevata dai consiglieri regionali Antonio Blasioli e Silvio Paolucci, affiancati dai rappresentanti locali del Pd, a partire dal consigliere comunale Ennio Napoletano per passare ad Antonio Di Marco, ex presidente della Provincia, Andrea Vecchiotti, coordinatore del circolo vestino, ed Enrico Colarossi del Pd di Loreto.
I fatti, innanzitutto, che riguardano l’istituto superiore che riunisce i licei Mario dei Fiori e Luca da Penne e l’istituto Marconi, che ha lasciato la sede storica e da oltre un anno è costretto nei moduli a uso scolastico temporaneo (Must). Blasioli ricorda che per entrambe le scuole «ci sono i finanziamenti per gli interventi in campo sismico: due milioni e mezzo per il secondo lotto del Mario dei Fiori (i lavori del primo lotto sono ripresi da qualche giorno), dove è previsto l’adeguamento, e due milioni e centomila euro per il palazzo De Sterlich Aliprandi, sede del Marconi, dove va realizzato il miglioramento sismico.
Le opere, finanziate con fondi Cipe, sono state inserite nel Piano triennale della Provincia», dice Blasioli, e «il ministero delle Infrastrutture e dei trasporti ha destinato alla Provincia le risorse per la progettazione, ma solo nella misura dell’80%, cioè 121.863 euro. Il restante 20% è a carico della Provincia (che potrebbe anche trovare altri finanziamenti), per un importo di 114.623 euro: ma fino ad ora queste somme non sono state individuate. Anzi, la Provincia ha chiesto pochi giorni fa al ministero di poter usare già in questa fase i fondi Cipe destinati ai lavori, e ovviamente si è sentita rispondere negativamente».
Ora non c’è più tempo «perché entro il 28 febbraio va pubblicato il bando di gara, ossia vanno inviate le lettere di richiesta delle offerte per il servizio di progettazione». Di qui le polemiche, poiché «è inverosimile», osserva Blasioli dopo aver studiato la documentazione, «che la Provincia trovi in una settimana la quota a proprio carico e inizi le procedure di affidamento. Questo vuol dire che la Provincia rischia di perdere il finanziamento ministeriale della progettazione, nonostante che ci sia stato tempo a sufficienza per cercare i fondi, e dovrà trovare l'intera somma necessaria, non solo una parte».
Chi subirà «un danno» sono gli studenti che «dovranno passare altri due anni nei Must, anche se tutto dovesse andare bene». «Questa è la debolezza del nuovo centrodestra», aggiunge Paolucci, parlando di «un governo regionale parolaio, che concretizza zero fatti», e in questo caso «respinge risorse ministeriali perché non ne ha trovate di proprie». «Perdendo i 121mila euro del ministero ci sarà un ritardo gravissimo», denuncia Napoletano parlando di «una sconfitta della politica», mentre Di Marco suggerisce la strada che andava seguita «per trovare le risorse, e cioè la vendita del patrimonio della Provincia, come ho fatto io».
Le scuole superiori, dicono Vecchiotti e Colarossi, sono «il valore aggiunto delle aree interne», e se non si investe sull’edilizia scolastica «la zona Vestina sarà danneggiata». E gli studenti? «Sono già scesi in piazza, oltre ad incontrare il vice ministro dell’Istruzione Anna Ascani».
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