A segno 8 colpi in 22 secondi: il delitto pianificato a tavolino

23 Agosto 2022

Una esecuzione che si è consumata in 22 secondi, quella del primo agosto, alle 20 circa, al bar del Parco, all’angolo tra via Ravasco e la strada parco. Un agguato studiato nei minimi particolari ed...

Una esecuzione che si è consumata in 22 secondi, quella del primo agosto, alle 20 circa, al bar del Parco, all’angolo tra via Ravasco e la strada parco. Un agguato studiato nei minimi particolari ed eseguito senza tentennamenti dal sicario che ha colpito prima a distanza Walter Albi e Luca Cavallito, e poi si è avvicinato per finirli. Si è infilato tra i vasi e mirando a pochissima distanza, con il chiaro intento di realizzare il suo piano di morte scaricando sulla coppia buona parte dei colpi della pistola (almeno otto) e lasciandone altri in canna nel caso in cui si fossero presentati degli ostacoli. E d’altronde nella veranda c’erano delle persone sedute ai tavoli e altre potevano entrare in quel brevissimo lasso di tempo. Ma l’uomo con il casco nero non ne ha incontrati, di ostacoli. In 22 secondi, sotto l’occhio delle telecamere, ha ucciso Albi e ridotto in fin di vita Cavallito per poi allontanarsi in men che non si dica su una moto Yamaha sparita nel nulla, che non è stata trovata. Prima di abbandonare a terra i corpi di Albi e Cavallito ha preso un mazzo di chiavi e il cellulare di Cavallito, poggiati sul tavolo del bar dove sedevano i due. Ha lasciato lì, invece, il telefonino di Albi, caduto a terra mentre il 66enne si accasciava. E proprio quel telefono, insieme a un secondo cellulare che Cavallito aveva nel suo zaino, sono finiti nelle mani degli investigatori che da quella sera stessa hanno cominciato a scavare per arrivare alla verità. Che la città aspetta di conoscere da tre settimane.