«A Villa del Fuoco servono le scuole non le demolizioni»

PESCARA. «Il Ferro di cavallo, le case popolari di via Lago di Borgiano, le Unrra Casa di via Rigopiano: verrà tutto abbattuto. Non sarà questo ad archiviare i problemi, ma lo facciano, se servirà a...
PESCARA. «Il Ferro di cavallo, le case popolari di via Lago di Borgiano, le Unrra Casa di via Rigopiano: verrà tutto abbattuto. Non sarà questo ad archiviare i problemi, ma lo facciano, se servirà a ricostruire nuove case dignitose per chi non può comprarle». A farlo presente è il consigliere del Pd, nonché presidente della commissione Vigilanza, Piero Giampietro (nella foto accanto).
«Intanto», aggiunge, «se vogliamo cambiare i nostri quartieri popolari, riapriamo le scuole. Subito, e rendiamole forti. Perché oggi paghiamo il prezzo delle scelte del passato. E il quartiere più difficile d'Abruzzo, da anni, praticamente non ha più scuole».
«Negli anni Novanta», ricorda il consigliere, «solo a Villa del Fuoco hanno chiuso le scuole elementari di via Giardino e la scuola media Flaiano di via Lago di Borgiano. Negli anni precedenti avevano già chiuso le scuole di via Aterno e via Nora. Prova a resistere, da sola, la scuola di via Sacco, sempre più in affanno. E le scuole continuano a chiudere nei quartieri popolari: a San Giuseppe, che è tutta un'altra realtà, ma che è pur sempre un quartiere popolare. Nel giugno di quest’anno è stata chiusa la scuola di via Monte Siella». Secondo Giampietro, «senza scuole aperte tutto il giorno, non ci sarà nessuna rivincita in quei quartieri». «Abbiamo progettato e difeso la Cittadella dell’infanzia di via Giardino anche con questo obiettivo», conclude, «avevamo proposto di ampliare l’attività della ludoteca Thomas Dezi di via Lago di Capestrano, ma le risorse sono finite altrove. L’emergenza si fronteggia con strumenti straordinari, non solo con ruspe o mitra. Perché eliminato un ghetto, il rischio è di costruirne un altro».

