A14 da incubo, l’Abruzzo chiede aiuto al governo

Dopo il super vertice in Regione oggi l’incontro decisivo tra Mit e Autostrade
PESCARA. L’Abruzzo chiederà aiuto al governo per uscire dall’inferno dell’A14 e l’Adriatica. Ma oggi tutto dipende da un dirigente del ministero: Placido Migliorino, della direzione generale per la vigilanza sulle concessionarie autostradali (Uit).
È lui, ancora una volta, ad avere in mano il bandolo della matassa. Era accaduto per i viadotti di A24 e A25. Accade ora per il viadotto Cerrano dell’A14, diventato il punto nevralgico di una vicenda che ha spaccato praticamente in due l’Abruzzo.
CHI C’ERA. Sono i due passaggi chiave emersi al super vertice organizzato ieri mattina a Pescara dal governatore Marco Marsilio, dove erano presenti oltre trenta figure istituzionali a partire dai prefetti di Pescara e Teramo, i due presidenti di Provincia, i sindaci dei Comuni interessati dalla problematica, i parlamentari abruzzesi, i rappresentanti di Anas, Rfi ed Autostrade per l'Italia e consiglieri regionali oltre al sottosegretario con delega ai Trasporti, Umberto D'Annuntiis.
IL VERO GIUDICE. Migliorino dovrà dire se i nuovi sensori che la società Autostrade (Aspi) sta piazzando ai piedi del Cerrano sono sufficienti per segnalare il sovraccarico da passaggio dei Tir. È una sorta di “uomo del colle” che può sbloccare l’emergenza sui centri della costa teramana e pescarese attraversati da 5mila Tir al giorno ai quali è vietato passare sull’A14 nel tratto compreso tra Città Sant’Angelo e Pineto.
LA PROSSIME MOSSE. «È previsto per domani (oggi, ndr) un nuovo confronto tra Autostrade per l'Italia e il dirigente del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che si occupa della vigilanza sui viadotti autostradali. Poi lunedì il nuovo piano verrà consegnato alla Procura di Avellino.
La speranza di tutti è che questo percorso si concluda positivamente nei primissimi giorni della prossima settimana, con un accoglimento dell'istanza di dissequestro che consentirà ai mezzi pesanti di tornare sull'autostrada e di liberare la strada statale 16». Così il governatore ha sintetizzato le prossime e decisive mosse.
DOPPIA VERIFICA. Torniamo a Migliorino. È lui il tecnico del Mit che dialoga con la Procura di Avellino e il Gip.
I suoi giudizi sono stati posti alla base dei provvedimenti che finora hanno bocciato le richieste della società autostrade di dissequestro dei viadotti. Aspi, dunque, presenterà oggi al Mit, e a Migliorino, il suo nuovo piano d’intervento. Se questa prima verifica supererà l’esame, il piano, già lunedì, viaggerà verso Avellino per l’ennesima richiesta all’autorità giudiziaria di revoca dei divieti. Ma nel caso in cui la risposta dei giudici dovesse essere negativa, allora e solo allora, la Regione chiederà aiuto al Governo.
ITALIA DIVISA IN DUE. «Dobbiamo far comprendere al Governo», ha premesso il presidente della giunta, «che questa emergenza ha spaccato in due la dorsale adriatica e quindi l'intera penisola. Il ministro per le Infrastrutture, Paola De Micheli», ha proseguito, «nelle prime ore di questa mattina (ieri, ndr), mi ha confermato che l'Università La Sapienza di Roma dovrebbe certificare, a breve, la validità del Piano di emergenza oltre che la solidità del ponte sul Cerrano. Elementi grazie ai quali Autostrade per l'Italia ritiene di poter ottenere dalla Procura di Avellino l'accoglimento dell'istanza di dissequestro del viadotto del Cerrano. A quel punto, i mezzi pesanti tornerebbero a circolare lungo l'autostrada liberando la Statale 16».
LA PEGGIORE IPOTESI. Ma se la situazione non dovesse evolvere nella direzione da tutti auspicata, il presidente della Giunta chiederà lo stato di emergenza perché «la chiusura a tempo indeterminato del viadotto sul Cerrano equivale al crollo di un ponte come è avvenuto a Genova con il ponte Morandi. Se non arrivassero soluzioni idonee», ha quindi annunciato Marsilio, «la Regione non esiterebbe a chiedere al Governo un decreto legge per la nomina di commissari ad acta che facciano eseguire le opere necessarie per ristabilire la sicurezza e garantire a tutti i cittadini il diritto costituzionalmente garantito alla libera circolazione».
IL PRIMO AIUTO. Da Anas e Aspi intanto è arrivato un impegno: «Vogliamo supportare i Comuni di Silvi e Città Sant'Angelo nelle attività di riqualificazione e pavimentazione delle tratte di loro competenza della strada statale 16. Le attività potranno essere svolte non appena il traffico pesante potrà transitare nuovamente sul viadotto Cerrano».
Lo ha detto il direttore di Tronco di Pescara di Autostrade per l'Italia, Marco Perna, nel corso del vertice in Regione sulla questione dell'autostrada A14. «Nei giorni scorsi i nostri tecnici, insieme a quelli delle due amministrazioni comunali, hanno effettuato i primi sopralluoghi congiunti. Grazie alla società Pavimental, che fa parte del nostro Gruppo, potremo attivarci in tempi rapidi, così come abbiamo già condiviso con i sindaci dei due Comuni».
MA I DEM INCALZANO. Ma dal Pd arriva una bordata ad Aspi: «Ottenere dal concessionario autostradale un legittimo risarcimento per tutte le attività economiche e commerciali danneggiate dal passaggio dei mezzi pesanti a seguito dei divieti sulla A14». È quanto chiesto dal vicecapogruppo del Pd in Consiglio regionale, Dino Pepe, con una risoluzione approvata ieri in Commissione Territorio.
OLTRE L’ABRUZZO. Oggi, in prefettura, ci sarà il primo tavolo di coordinamento interregionale convocato da Viabilità Italia per individuare percorsi alternativi. É un salto di qualità nell’ottica del riconoscimento di una valenza nazionale dell’emergenza Abruzzo.
A promuovere questo incontro è stato il prefetto di Teramo, Graziella Patrizi, al termine della riunione del Comitato operativo per la viabilità (Cov) dello scorso 20 gennaio. Il presidente di Viabilità Italia, Giovanni Busacca, ha così indetto per le 10.30 di oggi la riunione tecnico-operativa per individuare possibili soluzioni finalizzate a riportare il traffico pesante sull’A14, sia da Nord che da Sud, su itinerari alternativi di lunga e media percorrenza.
Saranno presenti, oltre alla delegazione di Viabilità Italia, i dirigenti dei Cov delle Prefetture e i vertici della Polizia Stradale di nove province delle Regioni Abruzzo, Marche, Molise e Puglia, nel dettaglio: Ascoli Piceno, Fermo, Macerata, Ancona, Pescara, L’Aquila, Chieti e Foggia. Convocate anche le associazioni dei trasportatori e l’Anas.
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