«Abbattete gli immobili sul sito inquinato»

18 Gennaio 2022

Bolognano, diktat del ministero a Moligean. Testa e Di Bartolomeo: la società rispetti le sentenze

BOLOGNANO. Il capogruppo di Fratelli d'Italia in consiglio regionale Guerino Testa parla senza mezzi termini di oltraggio all'ambiente e alla salute dei cittadini di Piano d'Orta, nella conferenza stampa indetta con il sindaco di Bolognano Guido Di Bartolomeo, per poter scrivere finalmente la parola fine alla lunga querelle tra il Comune interessato e la società Moligean, proprietaria degli immobili destinati all'abbattimento: passaggio necessario per dare il via libera alla bonifica del sito inquinato di Bussi.
«I giudici del Consiglio di Stato», spiega Testa, «si sono espressi in maniera chiara e netta lo scorso 23 dicembre su questo delicato argomento che ormai si trascina da troppo tempo e adesso, qualche giorno fa, a fissare in maniera definitiva i contorni di questa vicenda, è arrivata anche la lettera del ministero della Transizione ecologica che diffida Moligean, sulla quale incombe il dovere di garantire la sicurezza dell'area che insiste sul territorio di Piano d'Orta, ad ottemperare all'ordinanza sindacale e ad avviare tutte le attività prodromiche all'abbattimento dell'immobile». «Spero che la società Moligean ora capisca in maniera chiara e definitiva», prosegue Testa, «il rispetto che si deve al territorio e ai cittadini residenti. È vero che il Consiglio di Stato ha ribadito che “chi inquina paga” e che dunque questo onere spetta ad Edison, ma ha anche detto che la demolizione dell'immobile e la rimozione dei rifiuti è di competenza della proprietà dell'immobile».
Il ministero, nel riepilogare il lungo contenzioso tra il sindaco di Bolognano e la Moligean, in relazione appunto all'abbattimento della struttura che impedirebbe il regolare svolgimento della bonifica da parte della Edison, soggetto individuato dal Consiglio di Stato come inquinatore, pone un termine di 30 giorni alla Moligean per avviare le operazioni necessarie a liberare il terreno. Quest'ultima società aveva cercato in tutti i modi di tirarsi fuori, sostenendo di aver acquistato quel sito dalla Montecatini e di non avervi mai operato, per cui, visto che Edison è responsabile dell'inquinamento, la stessa Edison doveva preoccuparsi di demolire. Ma il Tar prima e il Consiglio di Stato dopo si sono espressi in maniera contraria e da qui l'ordinanza sindacale alla quale Moligean non ha mai ottemperato. Ed è per questo motivo che la procura pescarese ha indagato l'amministratrice della Moligean Federica Ederle, chiudendo l'inchiesta con un decreto penale di condanna al pagamento di 1.125 euro per «inosservanza dei provvedimenti dell'Autorità» (quelli del Comune di Bolognano), decreto al quale la società si è opposta ed ora, il primo marzo prossimo, sarà il giudice monocratico De Lutiis che dovrà decidere sulla posizione della Moligean, alla quale veniva contestato di non aver ottemperato all'ordinanza del Comune che aveva deciso in quel senso «per ragioni di giustizia, di sicurezza pubblica e di igiene, alla demolizione delle parti totalmente fatiscenti ed a rischio crollo di alcuni edifici e manufatti ricadenti nella suddetta area di proprietà». «Invitiamo ancora una volta la Moligean», spiega il sindaco Guido Di Bartolomeo, «ad avviare le azioni necessarie al corretto adempimento della sentenza. I cittadini interessati dal disastro ambientale meritano scuse e un doveroso mea culpa da parte di chi aveva il dovere di agire tempestivamente e di chi, a livello istituzionale, avrebbe dovuto vigilare anziché restare in colpevole silenzio. Attendiamo il piano di abbattimento da parte di Moligean, prospetto che il Comune dovrà approvare, dopo averne accertato l'adeguatezza in termini di fattibilità e modalità, prima di dare corso alle opere, anche al fine di coordinarle con le attività di bonifica».