Abbattuti muri abusivi da 40 anni I residenti: ora siamo in pericolo

Arrivano le ruspe sotto le case popolari di via Lago di Capestrano: rimossi i recinti di 4 porticati Ma la protesta degli inquilini cambia i piani dell’Ater: slitta la demolizione in altri tre stabili
PESCARA. Polizia, carabinieri, guardia di finanza, polizia locale, vigili del fuoco e anche un’ambulanza del 118. Questo lo schieramento di forze dell’ordine che, ieri, si è presentato sotto le case popolari di via Lago di Capestrano, nel cuore di Rancitelli. Una maxi scorta per i muratori e gli operai chiamati dall’Ater ad abbattere i muri, le inferriate e i cancelli abusivi dei porticati. A colpi di ruspa, è partita la demolizione delle opere abusive da decenni. Un’operazione, concertata con il prefetto Flavio Ferdani, che non è stata accolta dagli applausi: i residenti sono scesi in strada per protestare. Ma la protesta si è infranta contro il cordone di forze dell’ordine, oltre cento uomini e donne, compreso il reparto mobile della polizia specializzato per la tutela dell’ordine pubblico.
Secondo il tavolo interforze presieduto dal prefetto, quegli spazi non rappresentano soltanto degli abusi edilizi ma delle zone franche che sfuggono ai controlli e, per questo, potrebbero essere utilizzate anche per lo spaccio di droga. Invece, i cittadini guardano a quelle recinzioni con gli occhi di chi ha paura: «Questi muri sono qui da quarant’anni e ci proteggono dall’invasione dei tossicodipendenti: ogni notte», dicono i residenti, «cercano di entrare per trovare un posto in cui farsi le dosi indisturbati. Di notte, lungo via Lago di Capestrano ce ne sono a decine: questa è la situazione da quando è stato abbattuto il Ferro di cavallo». E i residenti mostrano i resti dell’ultima notte con buste, stracci sporchi e rifiuti lasciati vicino alla scalinata d’ingresso del civico 13. «I nostri figli giocano in questi porticati e i muri e le inferriate sono una forma di protezione», raccontano, «perché l’Ater non interviene nel locale contatori? Da quando è scoppiato un incendio nel 2019, i muri sono ancora tutti neri».
Alla fine, un compromesso è stato raggiunto: il bilancio è stato di 4 porticati liberati mentre, per gli altri tre, la demolizione è slittata. La conferma di un accordo (non scritto) arriva dal direttore Ater Gianni D’Addazio: «I residenti dei civici 19, 21 e 23 si sono impegnati a presentare entro 15 giorni», spiega D’Addazio, «una richiesta formale di chiusura degli spazi previa demolizione degli abusi e ricostruzione di una nuova recinzione in linea con tutto il treno».
La presenza delle forze dell’ordine – in strada anche il capo della Mobile Gianluca Di Frischia e il dirigente della Digos Dante Cosentino – ha fatto pensare inizialmente a una retata antidroga. Poi, ruspa, camion e bobcat in azione hanno svelato l’operazione anti abusivismo; l’Ater ha rimesso anche portoni e citofoni dopo anni di abbandono. «Una decina di giorni fa ci avevano detto che avrebbero dovuto demolire queste strutture, ritenute abusive», dice un residente, «ma che al momento non c’era nulla di concreto e ci avrebbero fatto sapere, ed invece, ci siamo ritrovati in questa situazione». Per l’Ater, è tutto abusivo: secondo quanto riferito da D’Addazio, il progetto originario di quei palazzi non prevede porticati chiusi ma aperti. «E invece a noi risulta», dice ancora il residente, «che su queste costruzioni sia stata fatta una sanatoria una quarantina di anni fa, ma non si ritrova la documentazione». Di fronte al presidio delle forza dell’ordine, il residente dice: «Nemmeno fossimo tutti delinquenti. Queste inferriate rappresentavano, una sorta di protezione da tossici e balordi che al contrario, ora, possono tranquillamente rifugiarsi sotto i portici ed entrare nei portoni come già accaduto in alcuni palazzi dove nell’androne si trova di tutto».
A Rancitelli è arrivato anche il consigliere regionale Domenico Pettinari, candidato sindaco civico: «Demoliamo i garage abusivi e non i cancelli che proteggono le abitazioni», questo il suo biglietto da visita, «l’Ater ha deciso di rimuovere l’unica forma di protezione che i residenti onesti hanno attualmente. Una scelta a mio avviso assolutamente non condivisibile in quanto abbattendo i cancelli, chiunque potrebbe essere agevolato nell’introdursi indisturbato in queste abitazioni, mettendo a rischio la sicurezza di chi ci abita. Siamo al fianco dei residenti scesi in strada, per dire a gran voce di fermare questa scelta scellerata. Stiamo chiedendo già da tempo», sottolinea Pettinari, «di sgomberare i tanti garage abusivi che sono stati trasformati in abitazioni. La presenza delle forze dell’ordine e dei cittadini, segnala ancora una volta l’esasperazione dei residenti che non ce la fanno più a sopportare tutto questo e noi siamo tornati al loro fianco, per sostenerli in questa battaglia. Facciamo per questo un appello all’Ater e, quindi al Presidente della Regione ed anche al Comune di Pescara, chiedendo di intervenire urgentemente e di bloccare immediatamente questa operazione».
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