Abitazioni minacciate dal mare: i balneatori diffidano il Comune

Recinzioni distrutte e acqua alta nei cortili delle palazzine a sud: i residenti fanno la conta dei danni E i titolari degli stabilimenti se la prendono con Luciani. Campanella: «Lavori finanziati e mai partiti»
FRANCAVILLA. Si allarga il problema delle mareggiate, che in questi giorni sono tornate a devastare la costa regionale abruzzese, senza concedere sconti al litorale di Francavilla. Se fino a qualche giorno fa erano più che altro i balneatori della costa nord al confine con Pescara a chiedere aiuto - un grido rimasto per il momento inascoltato - adesso si fanno sentire non solo i colleghi a sud, ma anche diversi residenti che vivono nelle abitazioni a ridosso del mare sul lato opposto del litorale. Qui l’acqua non solo ha ricoperto completamente il bagnasciuga, ma la forza del mare l'ha portata fin dentro i cortili privati, con la rottura delle mura di cinta e tutti i danni che ne conseguono.
Come ricostruisce Andrea Campanella, titolare di una concessione nella zona, «il 18 febbraio 2020 la giunta regionale ha stanziato 600mila euro per lavori di somma urgenza destinati alle zone al centro e al sud della costa di Francavilla». Un'opera che era di fatto stata annunciata a più riprese, sia prima e sia dopo il lockdown della scorsa primavera, ma che per il momento non ha visto nemmeno l’avvio delle fasi preliminari. Da quanto riferiscono i balneatori, che nei giorni scorsi hanno inoltrato una lettera di diffida anche all'amministrazione del sindaco Antonio Luciani, pare che allo stato attuale manchino le coperture economiche in grado di garantire lo svolgimento dei lavori: tradotto, bisogna aspettare. Un'attesa che però rischia solamente di aggravare una situazione che si ripresenta già per il secondo anno consecutivo.
La conferma arriva anche da alcuni residenti delle vicine palazzine "Lido Simona", tra cui Elena Vita e Luigi e Tiziana D'Alonzo, che proprio ieri pomeriggio si sono riuniti insieme ad altri condomini per fare la conta dei danni e ipotizzare come mettere una pezza.
«E non ci venissero a dire che in quella zona non si poteva costruire», precisa Andrea Campanella, per spegnere sul nascere le polemiche del passato. «Sono dieci palazzine che sono lì da cinquant’anni. Purtroppo da almeno vent’anni la costa francavillese deve fare i conti con l'erosione, senza che niente e nessuno fino a questo punto abbia potuto fare qualcosa».
Con questi famosi 600mila euro la Regione aveva previsto un duplice intervento: il rinforzo delle scogliere e la chiusura dei varchi sia nella zona della Sirena e sia al confine tra Francavilla e Ortona, così da attenuare la forza delle onde durante i mesi invernali, che tradizionalmente portano il mare grosso. «Questo ci consentirebbe almeno di tamponare l'emergenza, ma per il momento sono arrivate solo parole non seguite dai fatti», dice ancora Campanella.
Nel frattempo, non si attenua la protesta nemmeno dei balneatori che hanno i vari lidi nella zona nord, dove il già esiguo tratto di spiaggia in questi giorni è stato più volte sommerso dall'acqua, che in quel punto ha vita ancora più facile per poter arrivare a sbattere contro le strutture. Anche in questo caso ieri mattina c'è stato un incontro tra i vari operatori, da cui l'unica cosa emersa sembrerebbe essere la possibilità di ricaricare la battigia con ulteriore sabbia, cosa già fatta nelle scorse settimana ma vanificata dal mare grosso che ha letteralmente distrutto dune e sacchi posizionati a difesa dei vari stabilimenti.
Intanto, sulle coperture economiche, arriva la replica dell’assessore regionale Daniele D’Amario: «I fondi ci sono», precisa, «ma per dare inizio ai lavori siamo in attesa del via libera del Ministero. Con tutta probabilità gli interventi anti erosione partiranno con il nuovo anno».
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