Abiti neri, lumini e fischietti in piazza l’agonia dei prof

FRANCAVILLA. In attesa dello sciopero generale unitario di tutti i sindacati della scuola previsto per il 5 maggio, gli insegnanti di Francavilla vestiti a lutto e con un lumino in mano, hanno...
FRANCAVILLA. In attesa dello sciopero generale unitario di tutti i sindacati della scuola previsto per il 5 maggio, gli insegnanti di Francavilla vestiti a lutto e con un lumino in mano, hanno aderito al flash mob nazionale contro «la buona scuola» del governo Renzi. Giovedì sera, una rappresentanza di docenti dei vari ordini, dall’infanzia alle superiori, si sono riuniti in modo spontaneo nella rotonda di piazza Adriatico, per dare il loro contributo alla manifestazione nazionale pubblicizzata con il passaparola su Facebook, al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica a quella che i docenti definiscono la «lenta agonia della scuola statale». Alle 20,30 in punto, così come è avvenuto in tante altre piazze italiane, all’insegna dello slogan «Scuola statale un patrimonio da difendere», maestri e prof distribuiti a semicerchio sulla rotonda dell’Asterope, hanno acceso i lumini, restando immobili e in rigoroso silenzio per 5 minuti. Al suono di un fischietto hanno spento i lumini e sono tornati a casa.
Gli insegnanti contestano il ddl sulla scuola, che non considerano una riforma ma piuttosto «fine dell’autonomia della scuola statale pubblica». In particolare, i docenti chiedono l’assunzione dei precari in tutte le cattedre vacanti e dicono no al riordino degli organi collegiali, ai poteri discrezionali nelle mani dei presidi, all’assunzione diretta del personale, agli sgravi fiscali per le scuole private paritarie e alla creazione di albi territoriali degli insegnanti. (g.g.)
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