Abruzzo, 11mila vaccini al giorno

L’atto riservato: il commissario Figliuolo invia il calendario-dosi da rispettare con rigore
Entro il 29 aprile l’Abruzzo dovrà eseguire 11 mila vaccinazioni al giorno. È questo è l’obiettivo comunicato alla Regione dal generale Francesco Paolo Figliuolo, commissario straordinario per l’emergenza Covid. È una “road map” quella contenuta in un documento riservato di cui il Centro è venuto in possesso, che illustriamo ai nostri lettori per spiegare in anteprima come verrà incrementata la campagna vaccinale in Abruzzo.
Con il calendario, Figliuolo detta i tempi, definendo regione per regione le quantità di vaccini somministrati da aumentare di giorno in giorno che, nel caso dell’Abruzzo, partono dalla base attuale di circa 7 mila dosi e debbono categoricamente raggiungere quota 11 mila a fine mese.
È L’ORIGINALE. Nella tabella in alto riportiamo l’originale del documento inviato dal generale Figliuolo all’assessorato alla Sanità, in cui compaiono tutte le regioni con le relative progressioni che permetteranno di raggiungere a fine mese, su scala nazionale, il numero di 500.244 dosi iniettate nelle 24 ore.
È vietato fallire l’obiettivo, così dice il generale. L’impegno delle Regioni e soprattutto delle Asl dev’essere quindi assoluto. In cambio, il Governo garantisce all’Abruzzo e alle altre regioni un congruo aumento di forniture di vaccini. Ma entriamo nel dettaglio.
OCCHIO ALLE ASL. Il documento certifica ufficialmente, attraverso i numeri, di quanto l’Abruzzo dovrà accelerare nella corsa all’immunizzazione. Le indicazioni dovranno essere rispettate con rigore e, per far sì che questo sia possibile, verrà assicurata la maggiore quantità di vaccini.
Il progetto dettagliato riservato alla nostra regione mostra una crescita nelle vaccinazioni nell’arco delle prossime due settimane, da mantenere costante ogni giorno fino a toccare il picco al termine del mese.
Le Asl avranno il compito più difficile anche se, già da ora, si può prevedere che non tutte riusciranno a progredire all’unisono mantenendo un identico livello di somministrazioni, poiché ci sono variabili che non lo rendono possibile. Un esempio? L’azienda sanitaria di Chieti deve fare i conti con un territorio più vasto e con la presenza di un maggior numero di abitanti rispetto ad altre.
PIÙ DOSI PER TUTTI. Ma l’Abruzzo potrà fare affidamento su un quantitativo superiore di dosi. Così promette Figliuolo. Alla tabella di marcia forzata, infatti, corrisponderà un aumento delle consegne, soprattutto di Pfizer. A quella che è diventata ormai una normale distribuzione settimanale di circa 38mila vaccini di questo tipo, se ne aggiungeranno altre di diverse migliaia a partire dal 29 aprile, fino ad avere un quantitativo settimanale di 58mila fiale Pfizer. A cui si dovranno sommare le scorte di Moderna e AstraZeneca in modo da raggiungere l’obiettivo delle 11 mila dosi.
PRONTI VIA. Documento alla mano, il target per l’Abruzzo indica per il periodo in corso (dal 16 al 22 aprile) 7.050 inoculazioni giornaliere. Un identico dato corrisponde anche al 23 del mese. Poi la costante crescita: 8.679 il 24 aprile, 8.896 il giorno successivo, oltre 9mila il 26 aprile. E ancora 9.346 il 27 aprile, 9.580 il 28 fino ad arrivare alle 11 mila del 29 aprile. Un numero che dovrà rimanere costante a qualunque costo.
Prendendo in considerazione quest’ultimo dato e paragonandolo alle altre regioni (vedi il documento) si scopre che meno dell’Abruzzo debbono fare solo Basilicata, Friuli Venezia Giulia, Molise, Province autonome di Bolzano e Trento, Umbria e Valle d’Aosta.
OVER 60. Come già annunciato nell’edizione di ieri del Centro, nella giornata di martedì sarà aperta «quasi certamente», ha sottolineato l’assessore regionale alla sanità Nicoletta Verì, la piattaforma delle Poste per le prenotazioni di chi ha dai 60 ai 69 anni. Una delle più attese.
La decisione è stata presa nel corso dell’unità di crisi di venerdì per poi essere comunicata alle Asl, che si stanno adeguando tecnicamente. Ma il condizionale al momento resta d’obbligo perché il via ufficiale dipenderà da un passaggio fondamentale che dovrà avvenire domani e che consisterà nel trasferimento, da parte della Sogei a Poste, di tutti i codici fiscali relativi alle persone di quella fascia d’età da vaccinare.
L’apertura della piattaforma agli abruzzesi sessantenni, comunque, rappresenterà un altro passaggio fondamentale nella campagna di immunizzazione e che servirà, come conferma la Regione, anche a smaltire le dosi di scorta di AstraZeneca che, per via dei rifiuti, sempre più numerosi, hanno raggiunto ieri quota 39.538.
Domani invece partirà la vaccinazione riservata alla fascia d’età compresa tra i 70 e i 79 anni che conta oltre 134mila persone interessate. Infine arriviamo ai dati di ieri, primo banco di prova per la Regione dopo che questa ha ricevuto il crono programma firmato da Figliuolo. Ebbene l’Abruzzo è già sulla buona strada.
BUONA LA PRIMA. Nella giornata di sabato, prendendo in considerazione l’arco temporale tra le 21.24 di venerdì e le 20.51 di ieri, sono state somministrate 7.407 dosi. L’obiettivo fissato da Figliuolo, lo ricordiamo, era di 7.050. Si è quindi andati oltre le aspettative. I vaccinati con il richiamo aumentano di altri 2.595. Le somministrazioni raggiungono quota 330.458, ossia un dato che si attesta all’84,1% delle dosi consegnate, inferiore di due punti rispetto alla media nazionale.
LE SCORTE. Le tipologie di vaccino disponibili in Abruzzo hanno superato la percentuale di somministrazione dell’80%. Tutte tranne una: le quasi 40mila scorte di AstraZeneca in giacenza corrispondono al 57% di quelle arrivate in regione e che ammontano a 91.400 fiale. Pfizer si conferma il vaccino più usato: 251.533 somministrazioni su 267.870 dosi. Ma un maggiore utilizzo di AstraZeneca diventa ora fondamentale per accelerare verso l’immunità di gregge. Ad oggi, secondo le previsioni statistiche, questa verrebbe raggiunta il 3 dicembre.

