Abruzzo, brutto record: la metà dell’acqua va persa

10 Agosto 2021

Abbiamo la più alta percentuale di dispersione idrica sul territorio nazionale Chieti, L’Aquila e Pescara tra le province messe male, si salva solo il Teramano

PESCARA. Sarà pubblicato alla fine di agosto il bando per i fondi alle piccole e medie nell'ambito del programma di sviluppo per il cratere del Sisma 2009. Ad annunciarlo, dopo la protesta di sette associazioni di categoria abruzzese, il presidente della Fira, Giacomo D'Ignazio, che sottolinea come la causa dei ritardi sia stata causata da questioni burocratiche. Confapi, Casartigiani, Claai, Cna, Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti, già a maggio avevano scritto al ministro dello Sviluppo economico per denunciare «l'immobilismo della Regione» in merito all'utilizzo dei fondi relativi alla delibera Cipe del 25 agosto 2018, sottolineando come «sulla misura di accesso al credito di 10 milioni di euro, ci siano state ben 5 delibere regionali in due legislature che hanno affidato la gestione alla Finanziaria regionale».
I TEMPI
«Ci sono state lungaggini burocratiche con gli uffici regionali», ha spiegato il presidente D'Ignazio, «ma in realtà il bando è pronto da mesi. Proprio in questi giorni ci stiamo interfacciando in modo più assiduo con i dirigenti e con il personale della Regione per poter finalmente provvedere alla pubblicazione del bando, prevista subito dopo il periodo delle ferie».
LA PROTESTA
Secondo le organizzazioni di categoria, la Regione non spende neppure le risorse che ha già in cassa: «I 10 milioni di euro stanziati dal Cipe il 25 agosto del lontano 2018 per l'Area cratere del sisma 2009, ad oggi non sono stati ancora spesi e la finanziaria regionale (la Fira) sta ancora predisponendo il bando. La legge regionale sul credito, approvata all'unanimità dal Consiglio regionale a inizio maggio, con una dotazione di 10 milioni di euro, che prometteva di essere operativa entro 15 giorni, ad oggi a distanza di oltre 3 mesi, è ancora ferma e non si hanno notizie sui suoi tempi di attivazione».
I RITARDI
Eppure i fondi in questione sono pervenuti nelle casse della Regione nel febbraio 2019. Si tratta di 10 milioni quale fondo per l'accesso al credito delle piccole e medie imprese del cratere sismico. Soldi destinati per finanziare programmi di investimento in beni materiali e immateriali, aumentare il capitale sociale ma anche a consolidare le passività bancarie o a rinegoziare i prestiti. Liquidità che può servire anche a finanziare capitale circolante che, nel caso della ricostruzione, sarebbe utile anche all'anticipazione delle fatture. Per velocizzare i meccanismi, la passata Giunta regionale aveva evitato il passaggio sulla piattaforma nazionale, ottenendo, di fatto, una gestione diretta dei fondi, tramite la finanziaria in house della Regione. Nonostante ciò, però, secondo le associazioni di categoria, è ancora tutto fermo.
I DESTINATARI
Le risorse sono destinate ai Confidi, acronimo che sta per "Consorzio di garanzia collettiva dei fidi", organismo che svolge attività di prestazione di garanzie per agevolare le imprese nell'accesso ai finanziamenti, a breve medio e lungo termine, destinati alle attività economiche e produttive. I Confidi sono disciplinati dal Testo unico bancario del 1993 e nascono, in sostanza, come espressione delle associazioni di categoria nei comparti dell'industria, del commercio, dell'artigianato e dell'agricoltura, basandosi su principi di mutualità e solidarietà.
L'APPELLO
Le sette sigle rivolgono un forte appello alla Regione, «perché metta rapidamente in campo, rendendole operative, sia la legge regionale sul credito che i fondi per il cratere; e con loro, preveda anche lo stanziamento di un fondo consistente da 40-50 milioni di euro da destinare attraverso i Confidi al sostegno delle emergenze di fine anno delle imprese sul credito. Se le nostre richieste non saranno accolte dalla Regione daremo vita a un'azione di forte denuncia con il mondo delle imprese e con l'opinione pubblica».(p.g.)