Abruzzo Civico estromette Ruggero dalle commissioni

MONTESILVANO. Da oltre un anno partecipa alle commissioni consiliari come uditore, senza gettone di presenza e soprattutto senza diritto di voto. È questa l'assurda condizione in cui è costretto a...
MONTESILVANO. Da oltre un anno partecipa alle commissioni consiliari come uditore, senza gettone di presenza e soprattutto senza diritto di voto. È questa l'assurda condizione in cui è costretto a operare il consigliere comunale Lino Ruggero, ex candidato sindaco della coalizione di centrosinistra ed eletto con la lista civica Montesilvano Democratica.
Nel novembre del 2015 Ruggero ha deciso di entrare a far parte del gruppo Abruzzo Civico, lista che ha appoggiato la sua candidatura alle scorse elezioni, che fino ad allora contava solo il consigliere Enea D'Alonzo. Nel frattempo, però, quest’ultimo ha iniziato il suo percorso di avvicinamento alla maggioranza di centrodestra e, in qualità di capogruppo, ha di fatto estromesso Ruggero da qualsiasi ruolo all'interno delle commissioni. E a nulla finora sono servite le numerose diffide inviate a palazzo di città e alla prefettura dai vertici regionali di Abruzzo Civico all’utilizzo del nome e del logo del partito da parte di D’Alonzo. «D’Alonzo continua, per comodità e per convenienza anche del presidente del Consiglio comunale», commenta esasperato Ruggero, «a rappresentare anche me in commissione, sia per quanto riguarda le votazioni che nel mantenimento del numero legale. E io da oltre un anno partecipo solo come uditore. È una situazione vergognosa». A intervenire sulla vicenda è anche il Pd. «Quanto si verifica da tempo all'interno di questo Consiglio comunale è diventato paradossale, oltre che lesivo del principio di rappresentanza», commentano la segretaria cittadina Romina Di Costanzo e i consiglieri Feliciano D'Ignazio e Pietro Gabriele. «Chiediamo con forza che venga ripristinata la dignità democratica del consigliere Lino Ruggero, che alle ultime elezioni è stato il candidato sindaco per la coalizione di centrosinistra, e dunque che il consigliere sia reso organico all’interno dell’opposizione. La democrazia all’interno dell’organo collegiale dei rappresentanti eletti a livello locale non deve essere garantita a botta di ricorsi, carte bollate e vie legali», aggiungono ii rappresentanti del Pd, «pertanto confidiamo che l’anomalia venga risolta con un atto di autodichiarazione all’interno della giurisdizione del Consiglio». Oltre alla spaccatura interna alla maggioranza, provocata dalla nascita del nuovo gruppo #Montesilvano2019 e dalle conseguenti dimissioni dell'assessore Paolo Cilli, dunque, in piazza Diaz si registra anche questa anomalia che rende sempre più difficile comprendere la netta distinzione tra maggioranza e minoranza, soprattutto in vista di importanti appuntamenti in aula, come quello del bilancio di previsione. (a.l.)

