Abruzzo, diminuiscono i contagi Parruti: ma il virus circola ancora

6 Maggio 2023

La discesa dei contagi da Covid è solo apparente. Sono 901, di cui 293 reinfezioni, i casi positivi registrati tra il 29 aprile e il 5 maggio in Abruzzo, che portano il totale dall’inizio dell’emergen...

La discesa dei contagi da Covid è solo apparente. Sono 901, di cui 293 reinfezioni, i casi positivi registrati tra il 29 aprile e il 5 maggio in Abruzzo, che portano il totale dall’inizio dell’emergenza a 658.287 persone contagiate, di cui 39.149 reinfezioni. Più di 70 casi in meno della scorsa settimana. Ma crollano i tamponi eseguiti che da 8.366 sono passati a 1.885. Significa che si è arrivati al 50% di positività: ogni due tamponi, un caso di Covid. «Il segno evidente», come sottolinea il professor Giustino Parruti, uno dei massimi esperti in materia che sta monitorando la situazione dall'inizio della pandemia, «che la circolazione del virus tanto bassa non è». Lo dimostra anche il bilancio dei pazienti deceduti, che registra un nuovo caso, una 89enne, e che fa salire a 3.960 il numero dei morti per Covid. Nel totale dei casi positivi sono compresi anche 650.933 dimessi e guariti, 921 in più rispetto a venerdì scorso. Gli attualmente positivi in Abruzzo sono 3.394, 21 in meno: di questi, 87 pazienti sono ricoverati in ospedale in area medica e 4 in terapia intensiva, dove la scorsa settimana non si registravano ricoveri, mentre i restanti sono in isolamento domiciliare. La nota dolente arriva dai tamponi molecolari eseguiti, appena 1.885 tamponi molecolari a cui si sommano 6.909 test antigenici. Secondo il bollettino diffuso dall'assessorato regionale alla sanità, del totale dei casi positivi, 133.761 sono residenti in provincia dell’Aquila, 136 rispetto in più rispetto a venerdì scorso, 189.446 in provincia di Chieti dove i casi in sette giorni sono aumentati di 378 unità, 157.357 in provincia di Pescara (+244) e 156.039 in provincia di Teramo (+158). 13.404 i casi registrati da fuori regione (+19) e 8.280 (-34) per i quali sono in corso verifiche sulla provenienza.
«Siamo in una fase cruciale», osserva Parruti, «in cui la circolazione del virus non è scomparsa, anzi. Basti pensare che, sui poco più di 1.800 tamponi effettuati, il 50% è risultato positivo. E questo va a "falsare" il dato reale sui contagi, proprio perché il numero dei tamponi è troppo basso». La raccomandazione dei virologi è questa: «Al primo sintomo collegabile al Covid, uno stato febbrile, tosse o catarro, debolezza diffusa», sottolinea Parruti, «è opportuno che i soggetti a rischio si sottopongano subito al tampone per, in caso di positività, attivare rapidamente la terapia con gli antivirali. Solo a Pescara, nell'ultima settimana, abbiamo effettuato oltre 15 infusioni al giorno di antivirali su pazienti a rischio che si erano contagiati. Non dobbiamo perdere di vista il fatto che il Covid è ancora in circolazione e, tra anziani e fragili, può causare danni. Quattro pazienti sono finiti in terapia intensiva, nell'ultima settimana». Numeri che si incrociano con l'avviso a «tenere alta la guardia», nonostante la bella stagione in arrivo. Tanto che il ministro della Salute, nell'ordinanza firmata la scorsa settimana, ha rinnovato, dal 1° maggio, l'obbligo a indossare i dispositivi di protezione negli ospedali che ospitano pazienti fragili, anziani e immunodepressi, specialmente se ad alta intensità di cura. Obbligo esteso anche ai visitatori. Tutto questo, è il paradosso, nel giorno in cui l’Organizzazione mondiale della sanità ha dichiarato la fine della pandemia.