Abruzzo e Sicilia uniti per una grande festa

15 Luglio 2018

Città Sant’Angelo ospita la manifestazione “Dall’Etna al Gran Sasso”, oggi la processione dei simulacri

CITTÀ SANT’ANGELO. Artigianato, gastronomia, arte e spiritualità. Le luci, i suoni e i colori della Trinacria sono tornati ancora una volta a Città Sant'Angelo, con la sfilata dei carretti siciliani che ha aperto come sempre la nove giorni «Dall'Etna al Gran Sasso», dedicata al gemellaggio con il Comune di Nicolosi. Da qualche anno si sono aggiunti i carri trainati dai buoi, a rappresentare l'Abruzzo: un matrimonio che anche a tavola è sintetizzato dai cannoli, che in questi giorni i cuochi siciliani preparano con la ricotta abruzzese.
«È una festa ormai tradizionale che non stanca mai», sottolinea Alessia Diodoro, in questi giorni impegnata come guida turistica all’infopoint comunale, «perché unisce il meglio delle due regioni e gli stand gastronomici sono un richiamo anche per chi è già venuto altre volte». «Mio figlio Andrea ogni anno mi chiede di venire a vedere i carretti, perché gli piacciono gli animali e la musica», racconta Matteo, «così con mia moglie ci fermiamo a vedere le esposizioni con gli oggetti di pietra lavica».
Quest'anno, il chiostro comunale ospita la mostra Opus Etna, e il maestro Barbaro Messina, l'inventore della pietra lavica ceramizzata, ieri era accanto alle sue opere per spiegare i sentimenti che lo hanno portato a realizzare gli ultimi lavori, una rilettura attraverso simboli e figure stilizzate la storia della Sicilia.
È la prima volta da sindaco di Nicolosi per Angelo Pulvirenti: «Il gemellaggio in questi anni è stato un crescendo di azioni tese a consolidare questo rapporto nato sulle fondamenta della fede comune verso il santo di Padova e poi divenuto gemellaggio anche di idee e di eventi culturali tra le scuole, ma soprattutto di amicizia tra gli uomini e le donne delle nostre comunità».
Dall'Etna al Gran Sasso, organizzata in collaborazione e con il patrocinio dell’amministrazione di Città Sant’Angelo, quest'anno, per la prima volta accoglie nel borgo la sacra reliquia del velo di sant'Agata, la Vergine madre patrona della città di Catania il cui intervento ha salvato la comunità siciliana dalla furia dell’Etna nel 1886. «Personalmente», racconta il sindaco Gabriele Florindi, «ho avuto l'occasione di vivere le celebrazioni dedicate a sant' Agata e vedere la fiumana umana dei devoti vestiti di bianco, le candelore, la processione dei ceri, il fercolo, lo scrigno con tutte le reliquie, ma soprattutto il busto reliquiario della santa è un’emozione profonda e intensa».
Oggi, il primo momento dedicato alla riflessione religiosa, con la solenne processione dei Simulacri di Sant’Antonio di Padova e San Felice Martire. Migliaia di siciliani sono attesi a Città Sant'Angelo, non solo dalla provincia di Catania, ma anche dalle regioni dell’Italia centrale, per la presenza del velo di sant'Agata nei due giorni conclusivi. Lungo le vie del centro storico vengono allestiti stand per la vendita di prodotti siciliani e abruzzesi.
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