Abruzzo, finora è un 2023 che procede a due velocità

18 Novembre 2023

Il Pil cresce nel primo periodo, ma nel secondo trimestre c’è una battuta d’arresto Bene automotive, farmaceutico e occupazione. Male edilizia e accesso al credito

L'AQUILA. Un bilancio tra luci e ombre in Abruzzo dove, nel primo semestre dell'anno, il Pil è cresciuto dell'1,2% rispetto allo stesso periodo del 2022. Ma nel secondo trimestre, si registra una battuta d'arresto dovuta al peggioramento delle condizioni di accesso al credito e all'erosione dei risparmi e dei redditi delle famiglie causa dell’elevata inflazione.
Torna ad espandersi l'automotive, il comparto produttivo più rilevante della regione, bene anche il turismo che fa registrare un + 9,3%. E cresce l'occupazione, +4% gli occupati nella media del semestre, in particolare quella femminile. È questo il quadro delineato dall'indicatore trimestrale dell’economia regionale elaborato dalla Banca d’Italia.
FRENA IL PIL. Dopo un primo balzo in avanti, che nel primo semestre dell'anno ha spinto il Pil ad una crescita dell'1,2%, nel secondo trimestre il prodotto ha sensibilmente decelerato. Nell’automotive l’attività produttiva è tornata a espandersi, rileva Bankitalia, beneficiando del superamento delle strozzature nell’offerta di semiconduttori.
Ne è seguita una ripresa delle vendite all’estero di veicoli commerciali leggeri, il principale prodotto del settore, con effetti positivi sulla dinamica dell’export regionale, cresciuto a un ritmo superiore a quello dell’Italia.
È proseguita, nel semestre, anche la forte espansione delle esportazioni del settore farmaceutico.
LO STATO DI SALUTE. Dal sondaggio realizzato dalla Banca d’Italia tra un campione d' imprese manifatturiere abruzzesi è emersa una moderata crescita delle ore lavorate nei primi tre trimestri dell’anno.
A fronte di quantità vendute sostanzialmente stabili, l’andamento del fatturato avrebbe beneficiato dei rialzi di prezzo praticati da molte aziende, in risposta ai più alti costi dell’energia. Nel settore delle costruzioni si è attenuato l’effetto espansivo dovuto agli incentivi per la riqualificazione del patrimonio edilizio: i livelli di attività hanno beneficiato della realizzazione degli interventi legati al Piano nazionale di ripresa e resilienza. «Sono proseguite le attività di ricostruzione nei territori della regione colpiti dagli eventi sismici», ha spiegato il direttore regionale della Banca d'Italia, Giuseppe Ortolani, «in base all’analisi dei bandi di gara per l’aggiudicazione delle risorse del Pnrr e del Piano nazionale per gli interventi complementari, alla data del 10 ottobre scorso risultavano assegnati, a soggetti attuatori pubblici, per progetti da realizzare nel territorio abruzzese, complessivamente 3,8 miliardi per la realizzazione di opere pubbliche».
I CORDONI STRETTI. L’inasprimento delle condizioni di finanziamento ha pesato molto sul mercato immobiliare abruzzese, «dove», evidenzia il report di Bankitalia, «si è registrata una marcata contrazione delle compravendite (-13,3 per cento per gli immobili residenziali), che ha interrotto la fase espansiva degli ultimi due anni». I prestiti alle imprese sono diminuiti del 2,7%, frenati dalla debolezza della domanda di finanziamenti, a causa dell’incremento del costo del credito e delle minori esigenze di liquidità. In crescita, invece, i prestiti al consumo (+5,2 per cento), mentre le erogazioni di mutui si sono fortemente ridotte, - 34,1 % nel primo semestre rispetto allo stesso periodo del 2022.
CRESCE L'OCCUPAZIONE. «Nella prima parte dell’anno», ha fatto notare Ortolani, «è proseguito il miglioramento del quadro occupazionale, con un +4% di occupati nella media del semestre. La partecipazione al mercato del lavoro è aumentata, in particolare quella femminile che ha ampiamente recuperato i livelli pre-pandemici».
Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, nei primi sei mesi del 2023 sono cresciute sia le nuove posizioni lavorative a termine sia quelle a tempo indeterminato. Le attivazioni nette sono aumentate in tutti i settori, ad eccezione delle costruzioni. Nel terziario la ripresa dei livelli di attività si è affievolita: conseguenza diretta dell’indebolimento dei consumi delle famiglie, penalizzati dalla riduzione del potere di acquisto. Sono tornate ad aumentare le vendite di nuove auto con un +9 % nel periodo compreso tra gennaio- e settembre, sebbene in misura meno sostenuta rispetto al dato nazionale. I flussi turistici hanno continuato a crescere raggiungendo un +9,3 % nel periodo gennaio-settembre, anche se a un ritmo inferiore rispetto allo scorso anno.
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