Abruzzo, il caso della mamma che partorisce solo in auto

5 Luglio 2014

Fiocco azzurro per una coppia di Cappelle con l’aiuto al telefono del 118. Già il primo figlio era nato nella macchina

PESCARA. Senza medici né infermieri. Non c’era proprio tempo per aspettarli, per cui una mamma e un papà hanno fatto tutto da soli, e il loro bimbo è nato in automobile, ieri mattina, con il prezioso supporto telefonico del personale del 118.

E’ successo in pochi minuti: quando la partoriente si è accorta che il suo bimbo stava per venire alla luce si è infilata in auto con il marito, verso le 6, a Cappelle sul Tavo, per raggiungere l’ospedale ma i due non sono riusciti ad arrivare a Pescara né hanno potuto attendere l’arrivo di un’ambulanza perché c’è stata un’accelerazione improvvisa dei fatti e l’unica via di uscita era quella di assecondare la natura, facendo nascere il bambino, lì, nella macchina. Operazione riuscitissima, per fortuna, e il neonato, che pesa 3 chili e 900 grammi, sta benissimo. Per questa mamma la situazione non è poi così assurda perché già un altro figlio della coppia è nato nelle stesse condizioni, all’interno dell’automobile.

Si chiamano «parti precipitosi», spiega il primario di Neonatologia, Carmine D’Incecco, e «nel momento in cui iniziano le doglie procede tutto in maniera rapida». Una scena già vissuta, dunque, per Natasha Pyzyc, la 36enne di Cepagatti, originaria della Romania, che ha sposato un italiano e ieri è diventata di nuovo mamma nell’abitacolo della vettura, senza troppi traumi. Ha avuto, invece, più di una perplessità il marito, che è stato costretto a improvvisarsi ostetrico ma non sapeva davvero cosa fare. Per lui si è rivelata fondamentale la guida telefonica assicurata dal personale del 118.

L’operatrice della centrale che ha ricevuto la chiamata dalla coppia ha inviato un’ ambulanza sul posto, dopo aver saputo che i due erano in auto e che il bambino stava nascendo, ma nel frattempo ci si è resi conto che non c’era più neppure un secondo a disposizione. Necessariamente occorrevano diversi minuti prima che il mezzo di soccorso partito da Pescara raggiungesse la partoriente per assisterla in strada per cui l’infermiera del 118, con un medico al suo fianco, ha fornito telefonicamente tutte le istruzioni del caso all’uomo, l’unico che in quel momento potesse gestire la situazione e consentire il parto. L’addetta del 118 ha cercato di tranquillizzarlo e gli ha assicurato tutta la consulenza necessaria (e possibile) in questi casi, guidandolo a distanza sul da farsi fino a quando il piccolo è nato.

Una soluzione estrema e di assoluta emergenza che si è rivelata efficace, perché quando l’ambulanza ha raggiunto i due il neonato aveva già fatto il suo primo vagito e tutto era andato per il meglio. Mamma e bimbo sono stati subito soccorsi e trasportati in ospedale dove il piccolo è stato ricoverato in Neonatologia. Per lui nessun problema.

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