Abruzzo, il primo giorno di D’Alfonso: “In 5 anni 50mila investitori”. M5s sulle nomine: “Inciucio”

30 Giugno 2014

Comincia la X legislatura. Il discorso del presidente: priorità a imprese, porti, ferrovie e digitale. Di Pangrazio eletto presidente, i vice sonoPaolini e Gatti. Esclusi i grillini che insorgono

L'AQUILA. In cinque anni 50 mila nuovi investitori in un Abruzzo che dovrà essere «percepito come regione alleata con chiunque voglia investire»; una authority per i porti; una legge obiettivo e presto il documento di programmazione finanziaria regionale che dia ascolto al territorio e alle parti sociali. Questi alcuni dei punti qualificanti degli indirizzi programmatici illustrati dal presidente della Giunta regionale, Luciano D'Alfonso, dinanzi all'Assemblea del Consiglio regionale che ha avviato oggi la decima legislatura con l'elezione del presidente, Giuseppe Di Pangrazio.

Le priorità: imprese, porti, ferrovie e Abruzzo digitale. Per le imprese D'Alfonso ha parlato di «numeri implacabili. Cinque anni fa erano 137 mila, al 2014 sono scese a 127 mila. Su questo fronte - ha detto il governatore - bisogna essere capaci e risoluti». Per D'Alfonso occorrono «norme e procedure a favore delle imprese fatto salvo i giacimenti di bellezza ambientale». Per quanto riguarda i porti, il governatore ha parlato di una authority perchè «non siano mai più abbandonati», e in tal senso ha ricordato il porto di Pescara, colpito da «invalidità civile». La legge obiettivo dovrà indicare i bersagli da colpire «perchè si scavalchino i tempi morti», ha continuato D'Alfonso. Nel capitolo dei trasporti, punto centrale le ferrovie. D'Alfonso ha annunciato battaglia a Bruxelles per la velocizzazione che ha come priorità la dorsale adriatica. Il governatore ha poi ribadito l'idea di recuperare un vecchio tracciato a Pratola Peligna per consentire di arrivare da Pescara all'Aquila in poco più di un'ora e un quarto. Quindi D'Alfonso ha ribadito il grande progetto per l'Abruzzo digitale e per la dematerializzazione (una bandiera che faccia riconoscere la Regione), «mentre sulla formazione, rivolto ai rettori presenti delle Università di Teramo e L'Aquila, ha parlato di un lavoro comune sottolineando che la sua delega» non è illiberale,«ma significa dare molta considerazione a questo ramo, parlando di una «struttura orizzontale». Infine, l'identikit di quello che dovrà essere l'Abruzzo secondo D'Alfonso: «Nè isolamento nè debolezza» contro l'idea finora avvertita di una regione percepita come forza fisica per l'emigrazione e per il lavoro da garantire all'estero.

M5s lascia l’aula durante il discorso di insediamento. Banchi del Movimento 5 Stelle vuoti mentre parla Luciano D'Alfonso per il suo discorso inaugurale. I grillini sono furiosi e fuori dall'aula attaccano maggioranza e centrodestra. «Si sono spartiti gli incarichi e la torta» attacca Domenico Pettinari. «Abbiamo assistito, con l'elezione di Gatti e dei segretari dell'ufficio di Presidenza del Consiglio, a uno spettacolo deprimente e vomitevole. Siamo stati esclusi da ogni tutela, ora vedremo per la Vigilanza», ha poi proseguito il consigliere M5S eletto nella circoscrizione di Pescara, Leandro Bracco.

Presidenza: eletto Di Pangrazio, Gatti e Paolini i vice. Il primo atto della X legislatura del nuovo consiglio regionale è stata proprio l’elezione del presidente e dell’ufficio di presidenza. Giuseppe Di Pangrazio è il presidente del Consiglio regionale d'Abruzzo. Il consigliere del Pd è stato proclamato al termine della votazione svoltasi nella prima seduta del nuovo Consiglio emerso dalle elezioni di maggio. Trentuno i votanti, 25 voti per Di Pangrazio, 6 schede bianche. Lucrezio Paolini per la maggioranza e Paolo Gatti per l'opposizione sono i vicepresidenti, eletti con 15 voti il primo, con 10 il secondo. Il nome di Lucrezio Paolini, il più votato per l'Italia dei Valori nella circoscrizione di Chieti, era stato proposto da Camillo D'Alessandro per la maggioranza. Mauro Febbo aveva avanzato la candidatura di Paolo Gatti, il più votato del centrodestra, assessore nella precedente legislatura con la Giunta guidata da Gianni Chiodi. Per il Movimento 5 Stelle Sara Marcozzi aveva proposto il nome di Riccardo Mercante, il più votato nella circoscrizione di Teramo. Mercante ha ottenuto 6 voti.

L’accusa degli stellati: nomine frutto dell’inciucio Pd-Fi. Proprio l'elezione di Paolo Gatti, eletto con tre voti raccolti al di fuori del centrodestra, presumibilmente dai banchi della maggioranza, ha scatenato la rabbia dei grillini che puntavano sul loro Mercante per la carica e che si è fermato ai sei voti del Movimento 5 Stelle. «Come al solito Pd e Forza Italia in campagna elettorale si fanno fittiziamente concorrenza, poi diventano solidali nella spartizioni degli incarichi e delle indennità - ha commentato a caldo la capogruppo, Sara Marcozzi -. Ora il Movimento 5 Stelle si aspetta l'incarico della Vigilanza e se questo non dovesse avvenire, noi che siamo il primo partito di opposizione con il 21,5% dei voti, sarebbe uno scandalo clamoroso».

La replica di D’Alessandro e D’Alfonso ai grillini: il regolamento è pensato per i due poli, lo cambieremo. Prova a spegnere il bollore dei grillini l'ex capogruppo Pd alla Regione Abruzzo, e attuale braccio destro di D'Alfonso, Camillo D'Alessandro. Dopo la mancata elezione degli esponenti M5S nell'Ufficio di Presidenza del Consiglio, D'Alessandro ammette «cambieremo il regolamento per permettere a tutte le coalizioni di essere presenti. Il vecchio regolamento era stato disegnato prevedendo due poli, mentre ora ce ne sono tre». D'Alessandro rafforza la sua idea spiegando che quanto accaduto ai grillini «è un'ingiustizia sulla base di un regolamento che non c'è». Come cambiare il regolamento è presto detto. «Spetta alla Giunta del regolamento, che per me - prosegue D'Alessandro - può anche essere affidata all'opposizione. I tempi? Possiamo farcela anche prima della pausa estiva». Anche Luciano D'Alfonso dice la sua: «Le regole vanno parlamentarizzate. Il nuovo regolamento lo faremo, mi impegno a cambiarlo».

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