Abruzzo, nelle zone rosse 2.015 casi in pochi giorni

Nell’area Pescara-Chieti il numero è cinque volte superiore a Teramo e L’Aquila Dal primo febbraio oltre 1.300 contagi sono riconducibili alla variante inglese
PESCARA. Oltre duemila casi in pochi giorni nella zona rossa dell’area metropolitana Pescara-Chieti. Un numero cinque volte più grande rispetto ai contagiati della zona arancione Teramo-L’Aquila. La nuova mappa dei comuni che pubblichiamo a destra, che comprende i centri che hanno registrato almeno dieci casi di positività al Covid dal 1° al 16 febbraio, certificano che l’Abruzzo è diviso in due blocchi. L’area metropolitana è invasa dalla variante inglese, riconducibile al 65% dei contagi: significa che circa 1.300 casi derivano dalla mutazione del virus.
C’è un altro dato che permette di toccare con mano la differenza tra le due zone rosse e arancione dell’Abruzzo. Basta confrontare i numeri dei capoluoghi. Pescara a febbraio ha avuto 852 casi, L’Aquila appena 75. Nemmeno sommando i contagiati dei centri più grandi dell’Aquilano e del Teramano si arriva ai numeri di Pescara, che si conferma la città più colpita dalla variante inglese.
L’AREA METROPOLITANA. Il virus non concede tregua e colpisce con virulenza la vasta area di Chieti, Pescara e relative province messe in zona rossa dall’ordinanza regionale firmata venerdì scorso e in vigore almeno fino al 27 febbraio. Sono 2.015 i contagiati dell’area metropolitana calcolati da inizio mese.
La città più colpita è Pescara con 852 casi, seguita da Chieti (345), Montesilvano (274), Francavilla (199), San Giovanni Teatino (144), Spoltore (139) e Città Sant’Angelo (62). A Pescara la media è di 53 casi al giorno, quasi il doppio rispetto a gennaio. Numeri raddoppiati anche a Chieti, che viaggia su una media di 21 positivi al giorno. In tutta l’area metropolitana si ha una media di 126 contagi giornalieri.
L’impennata di positivi aumenta la pressione negli ospedali. Il tasso di occupazione dei posti letto di rianimazione, che già lunedì aveva superato la soglia di allarme del 30%, arriva al 33,86%, raggiungendo valori analoghi alla prima metà di dicembre scorso. In particolare, l’ospedale di Pescara è al collasso. È al completo da giorni il Covid Hospital e decine di pazienti sono stati trasferiti in altre strutture.
TERAMO-L’AQUILA. L’altra faccia dell’Abruzzo mostra dati diametralmente opposti. La differenza è abissale. A febbraio Teramo ha registrato 99 casi, L’Aquila 75. Sommando i dati relativi a Giulianova (93), Sulmona (74), Roseto (63) e Avezzano (28), i comuni più grandi delle due province, si arriva a 432. Un numero che rappresenta la metà dei casi di Pescara.
Ecco spiegato perché l’Abruzzo è bicolore e perché Teramo, L’Aquila e le relative province sono in zona arancione. Ed ecco che, alla luce dei dati attuali, è difficile pensare che venerdì - quando si riunirà la Cabina di regia nazionale per il report settimanale sul monitoraggio - l’Abruzzo possa diventare tutto rosso. Significherebbe penalizzare oltremisura una parte d’Abruzzo dove il virus circola in maniera contenuta.
I CAPOLUOGHI. Anche i dati relativi ai singoli capoluoghi sono significativi e rendono l’idea di una regione spaccata. Chieti e Pescara insieme contano 1.197 casi in 16 giorni, quasi sette volte di più di Teramo e L’Aquila, i cui dati sommati toccano quota 174.
I TRE COMUNI ROSSI. I primi tre comuni a finire in zona rossa sono stati Atessa, Tocco da Casauria e San Giovanni Teatino su indicazione del Comitato tecnico scientifico regionale in base agli indici Rt tutti abbondantemente sopra l’1,2%. San Giovanni Teatino, nel cuore dell’area metropolitana, è il quinto comune abruzzese per maggior numero di casi da inizio mese (144). Atessa è al decimo posto con i suoi 89 casi e si ritrova a ridosso dei comuni dell’area metropolitana e dietro solo a Vasto (105), Teramo (99) e Giulianova (93). A Tocco da Casauria, invece, i positivi scoperti dal 1° febbraio ad oggi sono 26.
I COMUNI SOPRA I 50 CASI. Subito dopo Atessa, c’è un altro comune del Chietino, Lanciano, che registra 77 contagiati a febbraio. Cepagatti, uno dei primi comuni a chiudere tutte le scuole, ne ha 65; Pianella 61, Silvi 58, Bucchianico 56.
I CENTRI CON MENO CASI. Undici positivi ad Alanno, Nocciano, Perano, Pizzoli, Popoli e Roccacasale. Dieci a Casoli, Civitaquana, Martinsicuro e Moscufo. Nella mappa non c’è Pizzoferrato, borgo del Chietino dove a gennaio è scoppiato un focolaio che ha fatto impennare i contagi in un mese. Ora la situazione è sotto controllo.
MANOPPELLO. Nel comune pescarese c’è stato un incremento di contagi rispetto allo scorso mese. A febbraio sono stati 29 i positivi scoperti. Considerata la criticità della situazione emergenziale, il sindaco ieri ha deciso di chiudere tutte le scuole fino al 28 febbraio.
GLI ESPERTI. Secondo Alberto Albani, referente regionale per le emergenze, «quella in corso è una settimana cruciale perché rischiamo un’esplosione dei contagi. Stiamo pagando gli effetti dei comportamenti sbagliati». Venerdì la Cabina di regia nazionale assegnerà la nuova fascia di colore all’Abruzzo. Una regione spaccata in due dalla variante inglese.
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