Abruzzo, posti letto in aumento con la nuova rete ospedaliera

Marsilio: «Colmata una lacuna di dieci anni, potenziamo l’assistenza sanitaria sul territorio»
L’AQUILA. La riorganizzazione della rete ospedaliera abruzzese è una realtà. La giunta ha approvato il disegno di legge che riconfigura l’architettura della sanità regionale, «un atto di programmazione», sottolinea il presidente Marco Marsilio, «che mancava da 10 anni». Il nuovo assetto prevede 16 ospedali pubblici e 7 privati, con 4 presidi – quelli dei quattro capoluoghi di provincia – che avranno la qualifica di Dea di II livello, 4 Dea di I livello, 6 ospedali di base e 2 di area disagiata, per un totale di 4912 posti letto (contando anche quelli delle strutture private), di cui 4.015 per acuti, 624 per la riabilitazione e 273 di lungodegenza.
«Rispetto alla situazione attuale, abbiamo aumentato la dotazione complessiva di 20 unità in più per ciascuna Asl», rimarca l’assessore alla Sanità, Nicoletta Verì. Le Unità operative complesse (Uoc) sono 220 mentre le Unità operative semplici e dipartimentali 287.
LA PRESENTAZIONE
Il provvedimento è stato presentato e illustrato ieri all’Aquila a palazzo Silone da Marsilio, Verì e da Pierluigi Cosenza, direttore dell’Agenzia sanitaria regionale. Presenti in platea anche i direttori generali delle Asl di Teramo e L’Aquila, Maurizio Di Giosia e Ferdinando Romano, e il consigliere regionale, presidente della commissione Sanità, Mario Quaglieri. Il disegno di legge, infatti, dovrà approdare ora in commissione e poi in consiglio per l’approvazione definitiva, non prima, però, di essere trasmesso in via preventiva al ministero della Sanità. Marsilio ha auspicato tempi brevi per il dibattito consiliare, «non perché voglia comprimere i tempi della discussione ma perché c’è già stato un ampio confronto e il documento è già stato messo a disposizione dei consiglieri e di tutti gli addetti ai lavori e i portatori di interesse».
LA RETE
Il disegno di legge conferma, in buona parte, l’impianto della bozza che circolava già da qualche mese. L’articolazione della nuova rete supera, in sostanza, l’impostazione del decreto Lorenzin, che prevedeva la presenza di un solo Dea di II livello («Un modello adatto per le grandi realtà metropolitane», hanno evidenziato sia Marsilio che Verì, «ma non per l’Abruzzo, che ha caratteristiche demografiche e orografiche peculiari»). Gli ospedali con funzioni integrate di Dea di II livello diventano 4 - L’Aquila e Pescara per le reti stroke (ictus) e politrauma/trauma maggiore, Chieti e Teramo per la rete emergenze cardiologiche estese – ai quali si aggiungono altri 4 presìdi di I livello: Avezzano, Sulmona, Lanciano e Vasto. Ortona, Popoli, Penne, Atri, Giulianova e Sant’Omero vengono accreditati, invece, come ospedali di base dotati di pronto soccorso, mentre Castel di Sangro e Atessa sono i due presidi di area disagiata, sempre sedi di pronto soccorso. I posti letto nei presidi pubblici, in base alla nuova programmazione, sono 3.921, così suddivisi a livello provinciale: 956 nella Asl di Teramo, 865 in quella di Pescara, 1183 nella Asl di Chieti e 917 nella Asl dell’Aquila.
TAGLIACOZZO, PESCINA
E GUARDIAGRELE
Sono state ridefinite anche le funzioni dei presìdi di Tagliacozzo, Pescina e Guardiagrele. A Tagliacozzo sono previsti 52 posti letto di riabilitazione (motoria, cardiologica e polmonare). A Pescina vengono programmati 20 posti letto di lungodegenza a supporto dell’ospedale di Avezzano, oltre a 2 moduli (ognuno di 15 posti letto) per l’ospedale di comunità. Guardiagrele, infine, diventa polo del policlinico di Chieti con 10 posti letto per le acuzie (di cui 5 in medicina e 5 in geriatria) e 8 posti letto per la lungodegenza, oltre a un servizio di psichiatria. Nella programmazione, inoltre, sono previste le emodinamiche a Vasto e Avezzano, mentre viene mantenuto aperto in deroga il punto nascita di Sulmona.
L’ASSESSORE VERÌ
«Questo atto», ha commentato l’assessore Nicoletta Verì, «si pone come obiettivo prioritario la corretta e omogenea presa in carico del paziente, definendo ruoli e funzioni di ogni singola struttura ospedaliera. Alla riorganizzazione dell'offerta sanitaria si affiancherà a breve anche la nuova rete territoriale, che vedrà l’attivazione di 28 nuove case della comunità e di 8 ospedali di comunità, per la cura di tutte quelle patologie a bassa complessità, come le cronicità».
IL PRESIDENTE MARSILIO
«Abbiamo prodotto un documento importante», ha sottolineato il presidente Marsilio, «un piano che potenzia l’assistenza sanitaria ospedaliera sul territorio. Spero possa essere approvato presto. Certo, può essere migliorato e integrato ma sempre nel rispetto dei parametri che ci vengono dettati dall’alto».

