Abruzzo, profughi gratis sui mezzi pubblici

16 Aprile 2022

Ordinanza di Marsilio, potranno spostarsi sia in bus sia in treno. In regione sono 4.392 i rifugiati

L'AQUILA. In Abruzzo gli ucraini potranno viaggiare gratis sui mezzi pubblici. Il provvedimento, che ovviamente riguarda tutti i profughi provenienti dall'Ucraina, è stato firmato dal presidente della Regione, Marco Marsilio. Si tratta di un'ordinanza che riguarda il trasporto pubblico su gomma e su ferro. Una disposizione valida su tutto il territorio regionale. Attualmente in Abruzzo sono ospitati 4.392 rifugiati e il numero è destinato a crescere nei prossimi giorni.
Per tutti i nuovi profughi che arriveranno sarà valido lo stesso provvedimento. L’ ordinanza, valida fino a diverso provvedimento, prevede «la gratuità del trasporto pubblico in favore dei cittadini ucraini provenienti dall’Ucraina al fine di consentire ai rifugiati di poter effettuare almeno i trasferimenti da e verso i luoghi in cui sono ospitati (centri di accoglienza, strutture ricettive, ecc.), le scuole, gli uffici e le strutture dove assolvere agli obblighi sanitari e formalizzare dal punto di vista amministrativo la propria permanenza in Italia». È stato stabilito che ai fini della verifica dei titoli di viaggio è sufficiente che i profughi ucraini esibiscano un documento valido e almeno un altro documento tra cui la tessera Stp (Straniero temporaneamente presente) rilasciata dalla Asl in data successiva al 24 febbraio, una ricevuta relativa al rilascio del permesso di soggiorno per protezione temporanea ex articolo 20 del testo unico dell’immigrazione (Tui) o ancora il permesso di soggiorno per protezione temporanea ex articolo 20 del testo unico dell’immigrazione.
Il trasporto pubblico locale è un servizio essenziale e anche in Abruzzo non poteva esimersi dall’andare incontro a una parte della popolazione internazionale in questo momento costretta a viaggiare per salvarsi la vita e costruirsi un nuovo futuro. In molte regioni è stato approvato un analogo provvedimento. Quasi la totalità dei profughi viaggia in Italia e in Unione europea per ricongiungersi ai familiari, alla ricerca di normalità e sicurezza, in attesa che il conflitto finisca e la situazione internazionale permetta loro di tornare in patria per ricostruire una nuova vita. (p.g.)
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