Abruzzo, riapre la caccia per oltre 10mila doppiette

29 Agosto 2020

Sabato 5 e domenica 6 settembre è prevista la ripresa dell’attività venatoria  L’assessore Imprudente: «Ho ascoltato enti e associazioni prima di decidere»

L'AQUILA. Riapre la caccia in Abruzzo. Sabato 5 e domenica 6 settembre i cacciatori abruzzesi potranno iniziare la loro attività. Il calendario venatorio varato dalla Regione e atteso da oltre 10mila cacciatori parte con la pre-apertura a Cornacchia grigia, Gazza e Ghiandaia. Nei giorni scorsi non erano mancate le polemiche per i ritardi ritenuti dal Wwf voluti per evitare possibili ricorsi al Tar.
LE REGOLE. L’attività venatoria, con esclusione della caccia di selezione, si svolgerà per un massimo di tre giorni a settimana a scelta del cacciatore, fermo restando il silenzio venatorio nei giorni di martedì e venerdì. Per quanto riguarda la caccia al cinghiale sarà consentita, a esclusione di quella di selezione, nelle giornate di mercoledì, sabato, domenica e festivi infrasettimanali. Il numero delle giornate di caccia settimanali non potrà essere superiore a tre e sarà l’Atc a decidere se optare per la formula di tre giornate di caccia a scelta su cinque, a esclusione del martedì e venerdì. La caccia in appostamento fisso o temporaneo dal 21 gennaio 2021 andrà esercitata ad una distanza superiore a 500 metri da pareti rocciose potenzialmente idonee alla nidificazione di rapaci rupicoli.
I DIVIETI. In base a quanto previsto dal nuovo calendario l’attività venatoria sarà vietata nei periodi e nei territori in cui il terreno è coperto dalla neve. È vietato l’utilizzo di munizionamento a pallini di piombo in tutte le zone umide del territorio regionale. Nella caccia agli ungulati, ai fini della tutela della salute umana e della conservazione delle popolazioni di rapaci necrofagi, si raccomanda l’utilizzo, nelle armi rigate, delle munizioni prive di piombo.
IL PIANO FAUNISTICO. «Due importanti atti sono stati approvati nella seduta di giunta regionale odierna: il calendario venatorio 2020-21 e il piano faunistico venatorio regionale». Così ieri mattina il vicepresidente della giunta con delega alla Caccia, Emanuele Imprudente, ha annunciato l'arrivo del calendario atteso da circa 10mila cacciatori abruzzesi. «Arriva a distanza di 20 anni e dopo il passaggio delle funzioni relative alla caccia dalle province alla regione a seguito della riforma Delrio, piano il cui iter è iniziato nel 2016», ha spiegato l'assessore, «appena insediato, con la procedura di pubblicazione sul bollettino ufficiale ancora aperta, ho cominciato a ricevere la pressante ed accorata richiesta di una moltitudine di portatori di interesse che hanno inteso rappresentare le proprie istanze relativamente al piano faunistico “ereditato”, il che ha determinato l’esigenza di arrivare alla definizione finale del piano solo a seguito di un periodo di ascolto e confronto approfondito, viste le tesi discordanti su molteplici aspetti, quali le zonizzazioni, le aree cinofile, i rispetti nelle aree protette etc».
Imprudente ha sottolineato che «il piano faunistico, una volta approvato definitivamente dal consiglio regionale, con la massima celerità possibile, sarà fondamentale per la stesura dei prossimi calendari venatori che avranno così solide fondamenta per la soddisfazione delle aspettative di tutti». Per redigerlo è stato necessario un lungo confronto che Imprudente ha portato avanti «grazie a un periodo di ascolto nei confronti di ogni realtà in campo (associazioni agricole, associazioni venatorie, singoli gruppi di cacciatori, enti gestori delle riserve naturali, associazioni ambientaliste, tecnici), la miriade di osservazioni formali arrivate da decine di portatori di interesse, la complessità degli aspetti tecnici e delle varie valutazioni ambientali degli organi preposti, hanno però trovato l’epilogo nell’adozione odierna del piano faunistico, per la quale ringrazio tutti coloro che vi hanno collaborato».
LE POLEMICHE. È stato il Wwf Abruzzo a lamentare una settimana fa il ritardo nella pubblicazione del calendario venatorio da parte della Regione. L'associazione ambientalista, infatti, ha puntato il dito contro l'assessore Imprudente accusandolo di non aver preparato il documento per il 15 giugno come prevede la legge regionale. Anche l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, che si occupa a livello nazionale di rilasciare pareri alle Regioni in merito ai calendari venatori, aveva espresso perplessità sulla bozza predisposta dall'Abruzzo. Nel merito era intervenuto anche il consigliere regionale Dino Pepe, ex assessore all'Agricoltura, per il quale era vergognoso che al 21 agosto non ci fosse alcuna traccia «della delibera di giunta regionale del calendario venatorio 2020/2021. Ancora una volta i cacciatori abruzzesi sono stati presi in giro e alle promesse non ha fatto seguito nulla di concreto».
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