Aca nel mirino: «Cittadini lasciati senza l’acqua»

Gli amministratori di condominio accusano l’Azienda che gestisce il servizio idrico «Staccate le utenze anche con le bollette pagate». La replica: «Morosità ingenti»
PESCARA. Cittadini senz’acqua a causa della disorganizzazione dell’Azienda comprensoriale acquedottistica (Aca), la società che gestisce il servizio idrico a Pescara: è in sostanza quanto denuncia Marco Pierotti, presidente provinciale dell’Associazione nazionale amministratori condominiali e immobiliari (Anaci). A portare sul piede di guerra Pierotti sono i casi dei palazzi rimasti con i rubinetti a secco all’improvviso, anche quando le bollette erano state saldate.
«Di recente, ci sono arrivate due segnalazioni da parte di colleghi», riferisce il presidente provinciale Anaci, «che amministrano condomini nei quali l’acqua era stata pagata, ma la società incaricata del distacco dell’utenza non ne era a conoscenza; in un altro caso recente il distacco è avvenuto perché la fattura non saldata non era stata recapitata. I distacchi in molti casi si sono rivelati del tutto arbitrari e illegittimi: la morosità spesso è risultata inesistente o dovuta alla mancata contabilizzazione dei pagamenti», continua Pierotti, «ed è inaccettabile la giustificazione da parte degli uffici Aca che, per la contabilizzazione degli incassi, possono essere necessari anche mesi dal pagamento. Le riduzioni vengono eseguite per solleciti di pagamenti inviati anche a tre mesi di distanza, e nonostante l’avvenuto pagamento delle morosità e senza alcun avviso preventivo all’amministratore», dice ancora il presidente dell’Anaci, «senza contare i casi in cui i distacchi avvengono negli ultimi giorni della settimana, e quindi bisogna attendere la riapertura degli uffici per la riattivazione».
Il distacco dell’utenza condominiale comporta l’interruzione del servizio non solo a danno dei morosi, ma anche di chi è in regola coi pagamenti. Al riguardo Anaci nazionale chiede di sospendere le procedure di distacco in caso di saldo parziale da parte dell’amministratore con le somme effettivamente riscosse, con contestuale comunicazione dei morosi e relativo importo.
Per tagliare la testa al toro, a livello locale l’associazione di Pierotti sollecita la sostituzione delle utenze collettive con quelle individuali. «Per questo», spiega Bartolomeo Di Giovanni, direttore generale Aca, «servono programmazione e tempi lunghi, oltre che risorse non indifferenti: solo su Pescara ci sarebbero tra le 40 e le 50mila utenze da gestire. Siamo coscienti dei problemi che ci sono stati, in particolare quelli dovuti alla consegna delle bollette, provocati dalla risoluzione del contratto con la società che si era aggiudicata il servizio, e la relativa riassegnazione ad altre ditte, ma va anche detto che, quando si arriva al distaccamento, si tratta solitamente di una morosità ingente o di pagamenti ritardati di molti mesi: non si distacca certo un’utenza per 15 giorni di ritardo. Sulla soluzione di casi specifici poi l’Aca ha sempre riversato il massimo impegno, cercando di venire incontro alle esigenze degli utenti».
Tra le richieste dell’Anaci all’Azienda acquedottistica, c’è quella di un ufficio dedicato specificamente agli amministratori di condominio: «È una strada che l’attuale carenza di personale in questo momento non ci permette di percorrere», fa notare Di Giovanni, «c’è la volontà di attivare un ufficio ad hoc, ma attualmente non ci sono le condizioni».

